Cellulare, maleducazione

Cellulare fa rima con maleducazione? Secondo me, spesso si.
Esistono comportamenti e abitudini che sfociano facilmente nella maleducazione e nell’inciviltà.

Provo a creare un mio personalissimo elenco di comportamenti maleducati o inappropriati.

La gamma è davvero ampia:

“Dove sei?”

Molti, chiamando al cellulare, si sentono autorizzati a fare questa domanda.
A meno che non si tratti di persone della mia stretta sfera personale, la domanda mi irrita sempre.

“Sono impegnato, mi puoi richiamare?”

Capita che squilli il telefono mentre si è impegnati o si è con delle persone.
Io do sempre la precedenza alle persone con cui sto parlando, informando gentilmente l’interlocutore che dovremmo sentirci in seguito. Spesso richiamo io. Ma la cosa qualche volta sfocia in due situazioni spiacevoli:

  • l’interlocutore se la prende a male
  • l’interlocutore se ne infischia e pretende di trattenermi al telefono malgrado gli abbia detto di essere impegnato

Squilla il  telefono e mi ignori completamente.

Vi capita di parlare di persona con qualcuno che vi ignora completamente (anche per mezz’ora) se gli squilla il cellulare?

La richiamata mancata.

È particolarmente disdicevole chiamare qualcuno che non risponde, richiamarlo una seconda volta a distanza di un’ora senza avere risposta e non venire richiamati, neanche il giorno dopo.

La voce alta.

Inavvertitamente è capitato anche a me qualche volta di alzare la voce parlando al cellulare. Quando me ne sono accorto, me ne sono vergognato.
Non sopporto chi urla al cellulare, soprattutto in luoghi chiusi (treni, ristoranti ecc.).

I fatti degli altri.

Capita spesso che, in nostra presenza, perfetti sconosciuti parlino dei fatti loro con naturalezza estrema. Inaccettabile.

Il vivavoce.

Se il mio interlocutore mi dice “Metto la conversazione in viva voce, così ti ascolta anche Tizio e Caio”, va bene.
Ma se la mia conversazione è in vivavoce a mia insaputa, con ascoltatori latenti, la cosa mi fa molto incazzare.

Il telefono spento.

“Come mai avevi il telefono spento?”.
La domanda si commenta da sola nella sua indiscrezione e maleducazione. Eppure è frequentissima.

Il numero ad altri.

Se mi chiedono il numero di telefono di un’altra persona, prima di darlo chiedo  SEMPRE il consenso.
Molti, invece, diffondono i numeri altrui con una naturalezza estrema. Ingiustificabile.

“Stai parlando con me?”

Il tuo interlocutore parla con te e contemporaneamente con altre persone nelle sue vicinanze.

Ma dico, ci vuole tanto a dire “Sentiamoci dopo?”.

L’avviso di chiamata.

Io l’ho disattivato. Odio quando qualcuno mi dice “Scusa ti metto un attimo in attesa”.
Spesso l’attimo diventa minuti. Dopo un minuto circa di attesa, io metto giù (maleducazione per maleducazione….)

Qualche altro comportamento maleducato da segnalare?

Vacanza

Ci si sente fra qualche settimana. Ho bisogno di “vacanza”, nel senso letterale del termine, inteso come “vuoto”, “senza impegni”.

Per rilassarsi anche un po’, magari al mare…

Stravolgimenti

Non capirò mai il centrodestra italiano. Non capirò mai Berlusconi, oppure l’ho capito troppo bene e ormai non mi meraviglio più di niente.

Ha deciso di cacciare via Fini e altri “finiani”, incompatibili con la linea del PDL.
La loro incompatibilità è quella di non aver sostenuto Brancher ministro (a proposito: è stato condannato a due anni, qualcuno ne ha sentito parlare in TV?).
Di aver detto che “Mangano non è un eroe”, a differenza di quanto ha detto il senatore Dell’Utri. Di aver duramente polemizzato con il ministro Sandro Bondi sulla legalità, qualche settimana fa. E via dicendo. Gli episodi, recenti e meno recenti, sono numerosi.

I ministri indagati ed i sottosegretari per i quali pendono richieste d’arresto ottengono sempre, secondo una prassi consolidata, la solidarietà del presidente Berlusconi e di gran parte dell’esecutivo.

La Lega, che tante volte strilla ai quattro venti la propria indole legalitaria, di solito tace, in questi casi. Mai sentita una parola di condanna.

Dunque: chi è indagato, ottiene solidarietà. I mafiosi diventano eroi. Chi non è d’accordo con questo modo di fare, è un traditore.

Non è uno stravolgimento assurdo e paradossale?

Aterrana del futuro?

11 luglio 2010. Caldo asfissiante.

Io, mia moglie e mio figlio facciamo una passeggiata nel fresco di Aterrana (Montoro Superiore, AV).

Aterrana di Montoro Superiore

Aterrana è il luogo della mia prima infanzia, dei miei primi ricordi da bambino. Mi piace moltissimo camminare per le sue strade e per i suoi vicoli. E mi piace scattare qualche foto.

Qui sotto è visibile Aterrana dalla località “Fontana”. La transenna serviva per non far transitare le auto, dato che c’erano i giochi dei bambini in piazza.

Aterrana di Montoro Superiore

Questo è invece il vicolo “Cupa”, uno dei posti più suggestivi di Aterrana, con le viuzze strette e le vecchie case (alcune delle quali ristrutturate).

Aterrana di Montoro Superiore

Proseguo il percorso. Dal vicolo Cupa, mi dirigo verso il “centro” di Aterrana. Dietro l’angolo sinistro di questa foto, si nasconde la sorpresa.

Aterrana di Montoro Superiore

Alla fine del muro alla sinistra della foto, ci si aspetterebbe di trovare palazzi d’epoca o comunque in sintonia con l’ambiente… Invece, ecco cosa fa bella mostra di sé: UN CANTIERE!

Aterrana di Montoro Superiore

Non commento e non giudico. Non credo ce ne sia bisogno.

Da privato cittadino e da nostalgico, mi chiedo però quale sia (se c’è) il futuro urbanistico di questa straordinaria frazione.

Contro la legge bavaglio

Dedicato a tutti quelli che...

“Mediterraneo”: il film di Gabriele Salvatores che vinse l’oscar come miglior film straniero nel 1992.

Lo vidi per la prima volta nel 2002, in DVD, sul mio notebook.
Un modo indegno di vedere un film del genere, lo so. Ma non contava molto il “come”; importante era che l’avessi visto, quel film di cui avevo spesso sentito parlare.

Mi piacque subito. Nella mia personale classifica dei film più belli, Mediterraneo è al terzo posto. Mi colpirono l’atmosfera malinconica e “sfumata” del film, oltre alla straordinaria ambientazione in un’isola greca.

Pochi personaggi, semplici; malgrado l’ambientazione negli anni della seconda guerra mondiale, essi potrebbero tranquillamente essere personaggi dei nostri giorni. Con alcuni dialoghi davvero straordinari.

“Mediterraneo”, il DVD originale. Il mio caro amico me lo chiese una volta. Aveva visto il film e gli era piaciuto, voleva rivederlo. E io ovviamente glielo prestai.

Conoscendo il tipo, ero sicuro che di lì a qualche giorno il DVD sarebbe ritornato a casa mia. Gli chiesi scherzando ”Lo sai che secondo la legge di Murphy il modo migliore per ottenere la restituzione di un libro o di un film prestato è acquistarlo di nuovo?”

Ma non era ovviamente il suo caso e lo sapevamo entrambi. Dopo un mese, però, il DVD era ancora nelle sue mani.
“Sai ieri sera ho rivisto Mediterraneo”…
Non contai le volte che udii questa frase. Non ricordo nemmeno dopo quanto tempo mi restituì il DVD.

“Quante volte l’hai visto?” gli chiesi. “Ah non so, almeno una quindicina”, mi rispose.
Conosceva ormai a memoria le battute migliori. E si divertiva a citarle, specialmente quelle del sergente Lorusso (Diego Abatantuono).

So che, successivamente, comprò a sua volta il DVD originale del film.

Magari per vederlo tante altre volte e per incantarsi nuovamente a vedere l’isola greca di Castellorizzo ed il suo mare.
A vedere i militari italiani che dimenticano completamente di essere in guerra.
A riascoltare la colonna sonora di Bigazzi.
A riassaporare la vena nostalgica e malinconica che pervade il film.

Anch’io ho visto più volte “Mediterraneo”. L’ultima volta è stata nel 2008, credo. Da allora, non ho mai più avuto la forza di rivederlo.
Già in tempi normali il film mi rendeva malinconico e nostalgico. Dal 2008 in poi, rivederlo mi avrebbe sicuramente intristito e ricordato troppe cose.

E allora è meglio di no, meglio lasciare il DVD dov’è.

Anche se, di tanto in tanto, come un sussurro udito da lontano, mi ritorna in mente la frase di chiusura del film:

“Dedicato a tutti quelli che stanno scappando”.

Il calcio del futuro

Quest’uomo è Joseph Blatter.

Dal 1998 è presidente della FIFA. In sintesi, è uno degli uomini più potenti del calcio mondiale, se non il più potente.

Quest’uomo comanda le sorti del calcio mondiale. Poco importa se di tanto in tanto si concede qualche gaffe, come quando fu assente alla premiazione dell’Italia alla finale dei campionati del mondo, Germania 2006.

È refrattario a qualsiasi introduzione di elementi tecnologici nel calcio. Se fosse e se sarà per lui, continueremo a vedere gol fantasma, anche ai mondiali di calcio.

Ma la cosa a cui ho sempre pensato e che mi sono sempre chiesto è: come fa uno che non ha mai giocato a calcio a reggere le sorti del calcio mondiale?

Ministri

Aldo Brancher è stato nominato “Ministro per l’attuazione del federalismo”.
La Lega Nord, che ha sempre tuonato contro gli sprechi ed il proliferare dei costi della politica, non ha avuto proprio niente da ridire sulla nascita, dalla sera alla mattina, di un nuovo ministro.
Che ha i suoi trascorsi giudiziari e che è imputato di appropriazione indebita. Ma scommetto fin da ora 100 Euro che ci sarà il “legittimo impedimento” e che, quindi, il processo a suo carico slitterà, slitterà, slitterà…

Non ho più parole.