Blog montoresi

un blog è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da un ente, in cui l’autore pubblica più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i propri pensieri, opinioni riflessioni, considerazioni, ed altro, assieme, eventualmente, ad altre tipologie di materiale elettronico come immagini o video. Fonte: Wikipedia

Oltre al mio, c’è qualche altro blog a Montoro Superiore (AV)?

Sembrerebbe di si. In alcuni casi, sono stato direttamente coinvolto per la parte tecnica: ho dato una mano ad amici e conoscenti a “metter su” il blog. In altri casi, sono solo un lettore, anche se non disdegno di lasciare qualche commento.
É interessante notare come evolvono — o come non evolvono — i blog dei quali conosco gli autori. É interessante notare che tutti i blog locali che seguo, tranne uno, si trovino in una situazione di “stallo”, ossia con pochi aggiornamenti e poche discussioni. La difficoltà di fondo è condivisa e tremendamente semplice: scrivere contenuti di buona qualità e che siano letti è una faccenda molto più complicata di quanto possa sembrare all’apparenza.

Parto dal blog che reputo, in alcune sue iniziative, più coraggioso. Continua a leggere »

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Farmacie di turno.

Capodanno 2010. Giorno di festa.

Devo comprare alcune cose in farmacia. So che la farmacia a Torchiati è chiusa per ferie, essendo stata di turno a Natale ed i giorni successivi. Comunque, decido di andare lì per informarmi sulla farmacia di turno.

Leggo e mi dirigo immediatamente verso la farmacia teoricamente aperta. Sono le 18.00, è importante sottolinearlo.

Arrivo nei pressi della farmacia di turno di Montoro Superiore.

E’ chiusa. Sbarrata. Buia.

Ne parlo con un mio amico al telefono, mi consiglia di andare direttamente a Mercato San Severino, qui a Montoro è meglio non provare. Bisognerebbe citofonare a casa, chiedere la “cortesia”… Come se andare in farmacia a Capodanno fosse divertente.

Mi reco a Mercato San Severino. La prima farmacia che mi si para davanti è anch’essa chiusa. Leggo la bacheca: la farmacia di turno è un’altra, ma, attenzione, “Solo per le ricette mediche con indicazione di urgenza”.

Mi rassegno quasi. Decido di tentare con Solofra.

Miracolo. La farmacia è di turno è APERTA, il farmacista (che fra l’altro ha frequentato lo stesso liceo e quindi ci conosciamo) è al banco e mi serve in pochi minuti, senza alcuna formalità.

Gli faccio i complimenti, sinceri. Gli dico che fra Montoro e Mercato San Severino la situazione delle farmacie è ben diversa da Solofra.

Lui mi dice che a Solofra la cosa è assolutamente di prassi, normale, ordinaria.
Se e quando dovessi avere di nuovo bisogno di una farmacia di turno, andrò direttamente a Solofra.

Sono sicuro che non dovrò citofonare a nessuno per chiedere la cortesia di acquistare (e pagare) ciò che mi occorre.

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Benvenuto Gabriele

Gioia assoluta. La nascita di mio figlio. 21 dicembre 2009, ore 13.40. Gabriele è venuto al mondo e io non sto più nella pelle.

Esistono emozioni che nessuna parola riesce a fissare. La nascita di un figlio è una di queste.

Benvenuto Gabriele. Benvenuto raggio di sole.

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Senza se e senza ma

Berlusconi colpito al volto: naso e denti rotti

Berlusconi colpito al volto: naso e denti rotti


Non c’è, ora, da fare nessun distinguo e nessuna precisazione. La violenza è violenza, punto e basta, né di destra, né di sinistra, né di matti, né di sani di mente.
Violenza è violenza e come tale va sempre condannata e respinta.
Non credo bisogna essere berlusconiani o di sinistra per provare sdegno nel guardare le immagini impietose di Berlusconi colpito al volto e sanguinante.
Colpire Berlusconi al volto è un atto vile e barbarico, indegno di un paese civile.
Onestamente, non so come si faccia a essere contenti di tutto ciò (è il caso dei gruppi su Facebook). Se si esulta quando un uomo politico viene colpito al volto, stiamo messi proprio male.

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Che brutto spettacolo.

Ciro Ferrara al termine della partita Juventus - Bayern Monaco 1-4

Ciro Ferrara al termine della partita Juventus — Bayern Monaco 1 – 4

Non ricordo una Juventus così brutta da anni. E pensare che aveva 4 punti più del Bayern a due turni dalla fine del girone eliminatorio. Il guaio è che questa non è una squadra.
Speriamo di centrare almeno il terzo posto in campionato.

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Questione di (in)civiltà.

Ore 11 di ieri mattina. Parcheggio l’auto ad incastro fra altre due auto.
Mia moglie scende, io la aspetto in macchina. Si avvicina la proprietaria dell’auto parcheggiata davanti alla mia. Ne nasce un dialogo che riporto alla lettera.

Signora (con tono leggermente dialettale): Scusate, volete che mi faccio un po’ più avanti?
Io: No signora, grazie, ma non c’è bisogno.
Signora: No, sapete com’è, poi torno e trovo una strusciatura alla macchina…
Io: Signora, non ho l’abitudine di essere incivile. Non so se lei è abituata così!
Signora: Ma no non ce l’ho con voi, ma sapete com’è…
Io: No signora, lei ce l’ha proprio con me, ha detto “Poi torno e trovo una strusciatura”, qua ci sono solo io, glielo ripeto, non sono abituato a fare l’incivile, riesce a capirlo
Signora: ah vabbeh, scusate…
Io: Scusate cosa?

La signora mi volta le spalle e se ne va. Quel “Poi torno e trovo una strusciatura” mi ha seccato non poco. Ma ormai questo è il livello di civiltà dilagante.

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Avrei pagato il biglietto…

Roma. 26 novembre 2009. Stazione della linea regionale FR1, fermata “Roma Fiera”.
Mi dicono al telefono: “Giuseppe pazienta giusto qualche minuto alla stazione perché stiamo arrivando”.
Bene bene, penso io, c’è il tempo per un caffè.

Sorpresa. Scendo dal treno e scopro che la stazione non esiste: due banchine lungo i binari ed un passaggio sopraelevato. Niente caffè. Non solo non c’è un bar: non c’è una costruzione abitata nel raggio di un KM.

Esterno della stazione

Al ritorno, in pomeriggio, mi ricordo di non avere il biglietto. Poco male, ci sarà almeno un distributore automatico, penso ingenuamente io. Invece no. Nulla.

Mi avvicino all’unica persona che aspetta il treno insieme a me e gli chiedo, a titolo di curiosità, dove si acquistano i biglietti. “Ah nun ce pensà nemmanco…” e si fa una bella risata.

Poi mi cede, con grande civiltà, un suo biglietto. Inoltre, poichè ovviamente nemmeno le due macchinette obliteratrici presenti in stazioni funzionano, mi raccomanda di contattare il controllore appena salgo sul treno.

Stazione "Fiera di Roma"

Salgo sul treno. Non vedo controllori nella carrozza in cui sono io. Tengo il biglietto in mano e a vista: se dovesse capitarmi a portata di mano un controllore, gli faccio obliterare il biglietto. Certo non andò io a cercarlo. E se qualcuno dovesse farmi storie, saprei rispondere per le rime.

Arrivo alla stazione Roma Ostiense. Scendo dal treno. Di controllori non ne ho visto nemmeno l’ombra. Non ne sono orgoglioso, ma ho viaggiato a sbafo. Non mi sento in colpa. Non è colpa mia se non vendono i biglietti alla stazione e se la macchinetta obliteratrice non funziona.

Mi accingo a prendere la metro per Roma Termini. Passo il varco di ingresso, inserisco il biglietto non obliterato, cioè quello che mi ha venduto il ragazzo alla stazione “Roma Fiera”, le due porte dell’ingresso al binario si aprono senza fare storie.

E cosi, prendo due e pago uno. Due corse con un solo biglietto. Ma non era mia intenzione. Sono stato quasi costretto. Avrei pagato il biglietto, se avessi potuto farlo!

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Anche questi sono comunisti?

Scendono in piazza in 40.000. In Italia sono 110.000 in totale, quindi un buon 40% era alla manifestazione dello scorso 28 ottobre per chiedere mezzi e risorse.
Nel 2007, fecero un’analoga manifestazione contro il governo Prodi. Erano molti meno di adesso, ma l’informazione Mediaset dedicò loro ampio spazio.
Ora, spazio quasi zero. Anzi, zero. Lo dice il portavoce di questa categoria. Non lo dico io.

E sempre il portavoce di questa categoria Continua a leggere »

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