Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Mese: febbraio, 2006

Gli standard del web.

Immagine di riferimento per il test Acid2Cos’è l’immagine a lato? Cosa ha a che fare con il titolo di questo post, “Gli standard del Web?”.
È molto semplice. L’immagine a lato è ciò che si dovrebbe vedere utilizzando i browser web (Internet Explorer, Mozilla Firefox, Opera). Ho scritto “dovrebbe” e l’ho evidenziato con il grassetto per un semplice motivo: con nessun browser, su piattaforma Windows, l’immagine sarà visualizzata perfettamente.

Qualcuno obietterà: un’immagine è un’immagine, non dovrebbero esserci problemi.
Invece no. Quella che vedete a lato è solo la risultante di un test, cioè di un intreccio di HTML, CSS, PNG (il formato grafico di diverse immagini di questo blog) e Data URLs.
Non mi addentro in spiegazioni tecniche: c’è già sul web chi ha spiegato molto meglio di quanto saprei fare io (vedi – in lingua inglese).
Ciò che mi piace mostrare è il risultato ottenuto con i browsers che uso solitamente. Il test è il famigerato “Acid2“: invito tutti ad effettuarlo con il proprio browser.
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“Nessuno verrà a salvarci”.

Locandina di Hotel RwandaÈ una delle affermazioni tragicamente dure che Paul Rusesabagina, direttore di un albergo in Rwanda, rivolge agli ospiti del suo albergo.

Siamo nel 1994, in Rwanda, precisamente a Kigali, Hotel “Mille Collines”. Il film del quale sto scrivendo è il bellissimo “Hotel Rwanda” (vedi scheda), visto sabato scorso in DVD (il film è del 2004).
Paul Rusesabagina è il direttore dell’albergo ed è di etnìa Hutu. Gli Hutu, in Rwanda, stanno perpetrando un genocidio ai danni dei Tutsi. Il paese è sconvolto dalla guerra civile, fra bande, soldati, ufficiali corrotti e un clima di violenza diffusa e generalizzata.

Paul sa che gli ospiti del suo albergo sono di tre “tipi”: Hutu, Tutsi e Stranieri. Gli stranieri verranno tutti evacuati e portati in salvo dai caschi blu dell’Onu. Quando i militari occidentali arrivano in forze nell’albergo, tutti gli ospiti, inclusi i Tutsi, credono di essere in salvo. Leggi tutto »

Le parole che ho pensato.

Strano il mondo dei blog. Stamattina ho letto un post su WordPress Italy su un plugin per la gestione dei commenti ai post.

Ho notato un trackback (cos’è un trackback?) da un blog. Decido di andare a dare un’occhiata. Il blog in questione è di Antonello Montaldi ed il post è questo.
Che strano. Ci sono arrivato per puro caso, eppure mi sembra di aver scritto di persona alcuni passaggi.

La prima recensione.

Inauguro la categoria “Recensioni” all’interno del mio blog.

La locandina del filmComincio con la recensione del film che ho visto sabato scorso al cinema, “Notte prima degli Esami” (vedi scheda).
La storia è semplice e lineare: siamo nel 1989, un gruppo di ragazzi si accinge ad affrontare gli esami di maturità, fra amori impossibili e storie improbabili.
Il film scivola via veloce; avevo voglia di vedere qualcosa di leggero, sabato scorso. Questo film ha accontentato la mia voglia di leggerezza. La storia di un esame di maturità, affrontato nel 1989, non può lasciare indifferente chi, come me, si è diplomato più o meno in quegli anni.

Mi sono immedesimato in alcune scene, come – credo – molte persone all’interno della sala; alla fine, c’è stato anche un abbozzo di applauso, cosa a cui non mi capitava di assistere da tempo.
Il film, dicevo, è leggero e divertente; non siamo comunque in presenza di un capolavoro del cinema. Mi sono sembrati bravi gli attori, molti dei quali giovanissimi ed è troppo facile dire che Faletti interpreta bene il ruolo della “carogna”.
Alla fine, non vince il buonismo e questo mi ha meravigliato non poco.
Sostanzialmente, darei un 7 meno al film. Mi è piaciuto, anche se devo concludere con una critica alla selezione delle canzoni che compongono la colonna sonora del film. Altrove ho letto commenti entusiastici, ebbene io ho da ridire non sulla qualità delle canzoni selezionate (quasi tutte molto belle), ma su un certo anacronismo.
Due brani dei Duran Duran, Wild Boys e Save a prayer; uno degli Europe, The final countdown, più svariati altri. Ebbene, il film è ambientato nel 1989, cioè quando i Duran Duran erano ormai quasi eclissati e gli Europe erano scomparsi del tutto. I brani citati sono, rispettivamente, del 1984 (Wild Boys, contenuto nell’album Arena); Save a prayer è contenuta nell’album Rio del 1982, mentre The Final Countdown uscì tra il 1986 ed il 1987. Lamette di Donatella Rettore è del 1982. Cosa resterà degli anni 80 di Raf è l’unica del 1989. Magari un po’ di attenzione in più non guastava, ma il film resta gradevole malgrado questo leggero peccato.

Cambiamenti in vista.

Novità per il mio blog, da oggi e per i giorni a seguire.

La prima novità è una misura anti imbecillità: non è più consentito inserire commenti anonimi. Prima di potere inserire le proprie osservazioni, bisogna registrarsi con un indirizzo e-mail valido. I commenti inseriti non saranno pubblicati automaticamente, ma solo dopo l’approvazione mia.
Mi dispiace per chi ha gentilmente e garbatamente commentato i miei post in precedenza, purtroppo questa misura è necessaria. Altre novità, meno “obbligate”, verranno nei prossimi giorni.

Tutto sbagliato?

I compensi elargiti ai partecipanti al reality show “La Fattoria” sarebbero questi (secondo quanto riportato da questo articolo):

  • Aldo Montano, 1.000.000 (un milione) di Euro;
  • Ron Moss, 750.000 Euro;
  • Katia Ricciarelli, 500.000 Euro.
  • Randi Ingerman e Justine Mattera soltanto 300.000 Euro.

Alla faccia della miseria. Un dubbio mi assale: dov’è che ho sbagliato, nella mia vita?

Crisi di identità.

Fassino e le foibe

Vignetta tratta da “Il Giornale” del 14 febbraio 2006 – link

Ho trovato molto graffiante questa vignetta di Forattini che pubblico (ovviamente citando e linkando le fonti, ci mancherebbe).
Ma se sono andato sul sito de “Il Giornale”, se guardo infastidito a certe beghe del centrosinistra, se mi colpisce questa vignetta, vuol dire che sono in crisi di identità?

Rianimazione di sinistra.

Triste spettacolo, questi giorni. All’indomani della vittoria alle elezioni regionali del 2005, il centrodestra era in sala di rianimazione, con flebo, respiratori artificiali e medicinali salvavita.
Ieri sera guardavo D’Alema e Fini a Matrix. Diamine, il centrosinistra sta dando ottimi argomenti al centrodestra: candidature che anch’io fatico a digerire, contrasti sul programma, l’eterno ammiccamento di Rifondazione Comunista verso i no-global.

E così, il centrodestra moribondo dello scorso aprile ha ripreso fiato, riprende la parola, riesce a fare la campagna elettorale come se fosse stato all’opposizione, dal 2001 ad oggi. Strano rovesciamento dei termini: chi ha governato parla come l’opposizione e l’opposizione sembra doversi difendere come se fosse stata al governo.
Questo è, secondo me, uno dei fattori di debolezza del centrosinistra: la scarsa capacità comunicativa.
Bastava restare zitti. Qualcuno, nel centrodestra, si è paragonato addirittura a Gesù, il quale non ha, elegantemente, confermato nè smentito il paragone.
Bastava rimanere in silenzio ed il centrodestra agonizzante del 2005 avrebbe fatto i conti, nel 2006, con le promesse mancate e – con ogni probabilità – sarebbe stato mandato a casa.

Invece no. La sinistra ha deciso di rianimare il centrodestra e lo sta facendo davvero bene. Che bei regali.