Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Mese: febbraio, 2007

Numeri.

Quelli che contano
Speriamo che domani nessuno abbia il raffreddore, al Senato.

Immagine tratta da “Il Manifesto

Follie.

Follie / parte 1.
Oggi è giornata di lutto cittadino, a Solofra (AV), a 3 Km da Montoro Superiore, dove vivo.
Martedì scorso, una ragazza di 23 anni è stata barbaramente assassinata dall’ex convivente della madre. Rimando a questo articolo per i dettagli. È impressionante la lucida e folle barbarie dell’assassino. È impressionante che i sogni di una ragazza possano essere spezzati con una facilità così irrisoria. Basta un caricatore pieno, un folle, e il dramma è compiuto. Incredibile e sconcertante.

Follie / parte 2.
A poche settimane dall’uccisione dell’Ispettore Filippo Raciti:

  • Solo una persona è in carcere, a Catania, su quaranta persone arrestate (vedi notizia).
  • Gli stadi stanno riaprendo tutti. I tornelli hanno reso possibile il miracolo.
  • Ormai si gioca di nuovo a qualsiasi orario.
  • Ieri, a Castellammare di Stabia (NA), sono state ritrovate quattro bottiglie molotov da far gentilmente assaggiare alla tifoseria dell’Avellino, domenica prossima allo stadio, in occasione di Juve Stabia – Avellino (serie C1, girone B).
    In questo caso, io ho qualche dubbio che ci sia qualcos’altro sotto, visti i tempi ed i modi della scoperta. Comunque, una scoperta folle.

Il problema della violenza negli stadi sicuramente non si sconfigge così, con il lassismo e con la logica secondo cui “The show must go on”.

Governo battuto sulla politica estera al Senato.

Tutti a casa

Il governo Prodi è stato battuto al Senato (158 voti favorevoli alla mozione D’Alema, ne occorrevano 160).
Senza numeri e con compagni di viaggio inaffidabili non si può governare.

Manifestazione di Vicenza, quale utilità?

Qualche premessa necessaria:

  • Non sono anti americano;
  • Sono fermamente contrario alla politica estera dell’attuale presidente George W. Bush;
  • Sono assolutamente contrario alla inutile ed infondata guerra petrolifera in Iraq;
  • Sono contro ogni tipo di strumentalizzazione di qualsiasi manifestazione;
  • Sono per il sacrosanto diritto di manifestazione del proprio pensiero e del proprio dissenso;
  • Non sono contrario all’ampliamento della base militare di Vicenza (il che non vuol dire che ne sia entusiasta);
  • Sono contro l’incoerenza che regna nella attuale maggioranza di Governo italiano.
  • Ho votato per l’attuale maggioranza.

Tutto ciò premesso (a scanso di equivoci), credo che la manifestazione di Vicenza di sabato 17 febbraio 2007 contro l’ampliamento della base militare americana sia stata:

  • Di scarsa utilità: la decisione è stata già presa;
  • Un calcio nel sedere di quanti gufavano per incidenti;
  • Un’altra dimostrazione di incoerenza da parte di una fetta del centrosinistra;
  • Un’altra dimostrazione di italica incoerenza. O siamo alleati, e allora rispettiamo i patti, oppure rompiamo l’alleanza, ma allora diciamocelo e diciamoglielo (agli USA) chiaramente.

San Valentino 2007.

Nessun giro di telefonate, quest’anno, a ristoranti o locali per trovare un posto per due.
L’anno scorso, in un ristorante di Salerno, ci ritrovammo stipati come delle sardine. E fummo mazzolati anche per bene con un conto eccessivo. Intimità zero e conto salato.

Quest’anno, ho “celebrato” San Valentino nell’intimità di casa mia.
Prima siamo stati, velocemente, in un pub a sgranocchiare qualcosa. Poi, nient’altro che casa mia.

Focolare acceso, luci soffuse, nessun rumore. Divano vicino al focolare. Soli. Dimenticandoci di fiorai, ristoranti, gioielli e cioccolatini e quant’altro la pubblicità ci impone.
Per queste cose, ci sono 365 giorni all’anno.

Non c’era e non c’è, per me, un modo migliore per festeggiare San Valentino.
 

Proroga per l’abolizione dei costi delle ricariche?

Ecco un esempio lampante di come vanno le cose, in Italia.
Cito testualmente da Zeusnews:

Il 3 marzo sarà in vigore il decreto governativo che elimina i costi aggiuntivi che i gestori mobili fanno pagare ai propri clienti per ricaricare i telefonini. I gestori mobili, in modo sotteraneo e silenzioso, stanno facendo forti pressioni sui parlamentari perché vengano presentati emendamenti che rinviino l’attuazione del provvedimento a fine giugno. Lo rivelano i Radicali attraverso il loro deputato Daniele Capezzone, presidente della commissione Attività produttive della Camera.

Per ora non si conoscono i nomi dei deputati che potrebbero presentare emendamenti in questo senso; quando si conosceranno sarà bene prenderne nota, per inviare loro il conto delle ricariche e per non votarli più, sempre se saranno rispristinate le preferenze individuali alle elezioni.

L’articolo intero è disponibile qui.

Aggiornamento del 14 febbraio 2007: non ci sarà alcuna proroga. Lo ha ribadito Andrea Lulli (DS), relatore del disegno di legge. Maggiori dettagli su Punto Informatico di oggi.

La “mala educazione”.

Non mi capitava da tanto tempo. Sabato sera sono stato a zonzo con due miei amici. Non abbiamo fatto niente di eccezionale, una sortita in un pub ed un amaro in un bel bar aperto fino al mattino.
Non ho potuto fare a meno di notare alcune cose che, in compagnia della mia fidanzata, spesso non riesco a vedere.
Senza donne.
Tre maschi, di oltre trent’anni, che entrano in un locale, specialmente il sabato sera, sono etichettati quasi automaticamente come “sfigati”. Non me ne frega granchè, ma in due locali su due ho avuto questa impressione. Soprattutto nel secondo, ossia il bar aperto fino a tarda ora, dove abbiamo alzato drasticamente l’età media della clientela.
L’educazione.
Ma dove diavolo è andata a finire? Il sabato sera sembra un far west. Parcheggi effettuati in stile “Qui comando io”; corse sugli scooter in stile “Togliti davanti”; ragazzini sbruffoni ed incivili; sorpassi in auto degni dei Blues Brothers; grida ed urla per le strade. Non solo il sabato, non solo da ora. E non solo ragazzini.
L’abbigliamento del sabato sera.
Tutti uguali, cambiano solo i colori e le taglie. Omologazione completa.
Era da tempo che non mi capitava di frequentare un ritrovo di giovanissimi. Anche ci sono rimasto (meno male) solo per un quarto d’ora, l’impressione che ne ho ricavato – di maleducazione diffusa e di omologazione completa – non è stata certo positiva.

La foto dell’anno 2006.

Fra le immagini premiate al World Press Photo 2007, questa è risultata la migliore:

Foto dell’anno 2006

Giovani Libanesi guidano sullo sfondo di una Beirut devastata il 15 agosto 2006. La foto è stata scattata da Spencer Platt, Usa. Maggiori dettagli qui.