Affetto di nipote.
Voglio un gran bene a mio nipote. E lui è affezionatissimo a me.
Ma i miei occhiali gli stavano proprio sulle scatole: al secondo tentativo, ce l’ha fatta.

Voglio un gran bene a mio nipote. E lui è affezionatissimo a me.
Ma i miei occhiali gli stavano proprio sulle scatole: al secondo tentativo, ce l’ha fatta.

Scudetto all’Inter con cinque giornate di anticipo.
Complimenti. Vittoria strameritata.
La vittoria è arrivata con cinque turni di anticipo, un record destinato a durare. E con sedici punti di vantaggio sulla seconda, un abisso.
Va ricordato che la seconda in classifica, la Roma, ha beccato sette pappine sette in Europa.
Lo scrivo senza ironia e senza veleno: se in questo campionato l’Inter avesse avuto un avversario degno di questo nome, sarebbe stato tutto ancora più bello.
Gli Europei di calcio del 2012 sono stati assegnati ieri all’inedita accoppiata Polonia – Ucraina. Non all’Italia.
Ovviamente, come accade sempre, è partita la caccia al colpevole o ai colpevoli. Perdere i campionati europei è stata una mazzata, soprattutto quando si era praticamente sicuri che questi campionati fossero assegnati a noi.
Da dove derivava questa sicurezza? Bah, chi lo sa.
L’unica sicurezza è che siamo i campioni del mondo in carica, ma questo ovviamente non basta. Il Brasile ha vinto cinque campionati del mondo ed ha ospitato un solo mondiale, nel lontanissimo 1950.
Per il resto, solo chiacchiere.
Muore un poliziotto in incredibili incidenti dopo Catania-Palermo e, a distanza di due mesi circa, tutto è esattamente come prima. Non si doveva più giocare in notturna, gli stadi andavano chiusi, i tifosi non avrebbero più avuto accesso negli stadi di città che non siano la propria. Chiacchiere.
Calciopoli è passata, si attendono gli sviluppi di calciopoli 2, ed intanto ha pagato soltanto la Juventus, che aveva le colpe principali ma che ha pagato per tutti. Chiacchiere.
Totti rifiuta di andare in nazionale e nessuno prende alcun provvedimento. Niente contro Totti, ma è una questione di principio: se ce la fai a giocare nel club, ce la fai anche in nazionale.
Tifosi inglesi vengono a Roma e la stampa inglese ci massacra accusandoci di essere dei fascisti contro gli inermi gentlemens britannici. Nessuna voce si leva dal palazzo del calcio per ribattere con garbo che quelli che sono stati manganellati erano ubriachi fradici da fare schifo. Non ci voleva molto, ma nessun ha avuto il buon senso ed il coraggio di dirlo, se non il ministro Amato, qualche giorno dopo i fatti.
Ultima cosa. Ho letto stamattina che il “danno” per la mancata assegnazione degli Europei sia dai 9 ai 15 miliardi di Euro. Magari, se ce li assegnavano, sperperavamo 20 miliardi di Euro (“Italia 90″ insegna, per chi ha memoria).
Io sono un amante del calcio, ma non mi piace farmi prendere in giro da chi grida allo scandalo per lo “scippo” degli Europei. Scippo non è stato. Schiaffo non è stato.
E’ mancata la credibilità. Tutto qui.
Scontri per la strada, ieri, a Milano, fra la comunità cinese e le forze dell’ordine.
Motivo? Una multa.
No, così non va bene. Io sono figlio di emigranti, sono nato e cresciuto in Svizzera, so di cosa parlo. Chi vive in un paese che non è il proprio deve adeguarsi agli usi, ai consumi e soprattutto alle leggi del paese ospitante. L’integrazione comincia così.
In Svizzera, anni fa, se ti beccavano soltanto a vagabondare senza un lavoro, ti mettevano sul primo treno e ti spedivano indietro senza tanti complimenti. Una contestazione di massa come quella di ieri sarebbe stata assolutamente inconcepibile.
Nessuno si sarebbe sognato di aggredire un vigile urbano per una multa, com’è invece accaduto ieri.
Io sono per l’integrazione, ma bisogna che tutte le parti la vogliano e, condizione essenziale ed imprescindibile, voglio il rispetto della legalità. Da parte di tutti, Italiani, Maghrebini, Rumeni o Cinesi.
Aeroporto di Linate (Milano), domenica scorsa 1 aprile, tardo pomeriggio.
Check-in: trenta secondi. Fila, zero. Che fortuna. Mai impiegato così poco. Fila per l’area imbarchi ed i controlli di sicurezza: tre minuti. Il metal detector ovviamente suona al mio passaggio, come mi capita sempre. Gli addetti, un po’ seccati, mi squadrano in viso. Uno dei due sbuffa. Si danno un’occhiata fra di loro ed arriva un cenno da colui che deve essere il responsabile. “Ma si, fallo passare”, sembra dire con un gesto del capo all’altro addetto. Devo avergli ispirato fiducia.
Sono trascorsi meno di dieci minuti dall’arrivo a Linate e già sono nell’area di imbarco. Notevole, non c’è che dire. Piacevolmente sorpreso, penso che è il 1° aprile e che forse questo è uno scherzo al contrario: sta andando tutto troppo bene… Leggi tutto »