Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Mese: ottobre, 2007

Ci risiamo.

Ieri sera, ore 20.30, improvviso e violento abbassamento di pressione.
Giramento di testa, orecchie che fischiano e ronzano, sensazione di svenimento, sudorazione fredda intensissima, pallore in viso. Il tutto in cinque minuti. Il primo minuto è stato il peggiore. Come sempre.
Già. Ormai ci sono abituato. Convivo con questi repentini abbassamenti di pressione. Da anni, ormai.
Conosco la causa, conosco i rimedi.
Mi capita sempre, ma proprio sempre, quando vedo o sento cose connesse al mondo medico o ospedaliero: aghi, siringhe, anestesie, dettagli di interventi chirurgici. Raramente mi capita con la vista del sangue. Leggi tutto »

Non imbavagliatemi (seconda puntata).

Il disegno di legge Levi – Prodi, è stato rivisto. Dovrebbe essere aggiunto questo comma all’Art. 7:

Sono esclusi dall’obbligo di iscrizione al Roc i soggetti che accedono ad internet o operano su internet in forme o con prodotti, come i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscono un’organizzazione imprenditoriale del lavoro.

Io non ho capito bene cosa vuol dire, in italiano, questa frase. E per quanto mi sforzi di leggerla, non riesco ad afferrarne il senso.
In ogni caso, ecco alcuni commenti stranieri alla splendida iniziativa:
Times on line (mica uno qualsiasi!): “Un assalto geriatrico ai bloggers italiani”; sottotitolo: “I leader italiani comprendono a mala pena gli elaboratori di testo [tipo Microsoft Word, per intenderci - annotazione mia], lascino stare il web. Adesso si sono scagliati contro i bloggers del paese”.
Out-law: “l’Italia propone una legge anti blogger”.

    Che tristezza.

    Giustizia è fatta.

    Alla fine hanno vinto “loro”.
    Al giudice De Magistris è stata “avocata” (ma che bella parola) l’indagine “Why Not”, ossia l’indagine sul finanziamento illecito ai partiti, truffa e abuso d’ufficio.
    Prima volevano trasferirlo, e non ci sono riusciti. Poi l’inchiesta è salita di tiro, e allora gliel’hanno tolta. Per “incompatibilità”. Complimenti a tutti i protagonisti.
    Nel governo, nessuno dice mezza parola. Non parla il presidente Prodi, non parla Rutelli, non parla Fassino, non parla D’Alema. Soltanto Di Pietro ha avuto il coraggio di dire che questa è la “fine dello stato di diritto“.
    Ho creduto a lungo che, in tema di giustizia, il governo Berlusconi fosse stato il peggior governo che abbiamo mai avuto.
    Devo ricredermi. Purtroppo.

    Non imbavagliatemi.

    Il Consiglio dei Ministri ha discusso, il 12 ottobre scorso, un disegno di legge che, di fatto, rappresenta una forma di imbavagliamento della libertà di espressione.
    Il Ministro Di Pietro ha usato queste testuali parole per descrivere questo provvedimento:

    E’ una legge liberticida, contro l’informazione libera e contro i blogger che ogni giorno pubblicano articoli mai riportati da giornali e televisioni.

    Di cosa si tratta? Semplice. Chi decide di tenere un proprio blog, dovrebbe registrarlo al ROC (cito da “La Repubblica“), in uno speciale registro custodito dall’Autorità per le Comunicazioni. L’Autorità non pretende soldi per l’iscrizione, ma l’operazione è faticosa e qualcuno tra i certificati necessari richiede il pagamento del bollo.
    Quindi io, per continuare a scrivere sul mio blog, dovrei iscrivermi a questo ROC, pagare un bollo (ancora!), produrre dei certificati.
    Ma state scherzando?

    Il Partito Democratico*.

    Veltroni ha vinto, è stato eletto segretario a furor di votanti. Tutto già scritto.
    Ho un forte dubbio: ma perché questo Partito Democratico sembra assomigliare sempre più alla Democrazia Cristiana?

    *Postilla a margine. In questi giorni (13 ottobre) questo blog ha compiuto due anni.

    Gli esami di riparazione.

    Gli studenti sono scesi in piazza, in questi giorni.
    Io sono stato studente non troppi anni fa e so bene cosa significa tutto ciò.
    Il più delle volte, si scendeva in piazza o si faceva finta di farlo per non andare a scuola, punto e basta.
    Che nella scuola ci sia tanto da cambiare, è evidente.
    Fin quando si tratta di fondi alle scuole, di edilizia scolastica, di cambiamenti in genere, sono d’accordo e non c’è tanto da discutere.
    Ma mi fa ridere, invece, l’accanimento contro il ritorno degli esami di riparazione. Pur con le sue storture, il sistema, secondo me, funzionava e obbligava a studiare, durante l’anno o durante l’estate.
    Questo sistema dei debiti è un flop, a sentire le cifre del Ministro Fioroni. Pur senza conoscere le cifre, anch’io ho la sensazione che sia un flop.
    Gli esami di riparazione, invece, mettevano pressione a noi studenti, ci facevano studiare davvero. Che poi fosse fiorito un mercato parallelo di lezioni a nero, beh, questa è una italica colpa: approfittare di tutto e di tutti.
    Ma l’istituto dell’esame di riparazione resta, per me, valido.
    Credo che i ragazzi di oggi lo contestino soltanto perchè li obbligherebbe a lasciare un po’ a riposo la Playstation e a dedicarsi con maggiore impegno allo studio.

    Palestra? Non per ora…

    Dovrei andare in palestra tre volte a settimana, lunedì, mercoledì e venerdì, per il corso di spinning. Ho già pagato l’abbonamento fino a gennaio. Sono sempre stato assiduo frequentatore, fino a venerdì 28 settembre.
    La settimana scorsa ho dovuto saltare per un fastidiosissimo mal di gola.
    Venerdì scorso mi ero rimesso in sesto. Ma ero in viaggio per Milano, e quindi niente palestra.
    Sono tornato domenica sera.
    Lunedì mattina, cioè ieri mattina 8 ottobre, apriti cielo: stomaco completamente in tilt e febbrone da cavallo. Chiaramente, niente palestra: fisicamente impossibile.
    E allora dovrei ricominciare mercoledì prossimo, per riprendere il ritmo.
    Dovrei, anzi, avrei dovuto.
    Invece no. Ieri sera, mentre ero mezzo tramortito dalla febbre, Cristina mi informava che ogni lunedì e mercoledì, dalle ore 20.00 alle 21.30, dobbiamo andare al corso di matrimonio presso la Parrocchia, fino a metà novembre.
    Fino a novembre, e con l’eccezione del venerdì, posso dire arrivederci allo spinning.
    Che siano cominciati i sacrifici e le rinunce per il matrimonio?

    Fango su Aterrana.

    È bastata meno di un’ora di pioggia scrosciante, la notte fra il 27 ed il 28 settembre. Aterrana, frazione molto bella di Montoro Superiore è stata invasa da fango, detriti, alberi, immondizia, resti di incendi.
    Vicolo Cupa
    Ho scattato questa foto due giorni dopo l’alluvione: la strada era ancora piena di fango, ma era già stata “ripulita”. Comunque, i segni sulle pareti parlano chiaro.
    Una Fiat Panda dopo la frana

    Questa è (era) un’automobile, trascinata dalla corrente giù dal vicolo Cupa per circa cento metri. Non è stata l’unica auto danneggiata. Leggi tutto »