Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Mese: novembre, 2007

Breve pausa.

Ebbene si, ho preso una breve pausa. Non scrivevo sul mio blog da qualche settimana.
Troppi gli impegni ed i cambiamenti, in positivo, che mi sto accingendo ad affrontare.
Meglio così. Ma ne parlerò sicuramente, su queste mie pagine.

Fermezza.

È morto un ragazzo di 28 anni, ucciso da un colpo partito (pare) involontariamente dalla pistola di un poliziotto.
Gabriele Sandri è morto così su un autogrill. Provo sempre una grande amarezza ed una grande sofferenza, in questi casi.
Si dice che i colpevoli (o il colpevole) e le colpe saranno individuate e, spero, punite. Non sarà certo di sollievo per la famiglia del giovane. Ma che non rimangano parole vuote: chi ha sparato deve pagare per questa morte.

In pomeriggio, in occasione di Atalanta – Milan ed in serata a Roma, vergognose scene di teppismo urbano. A Bergamo, partita rinviata; a Roma, assalti ai commissariati, al CONI, distrutte auto e motocicli.
A parte la figura di merda internazionale (basta vedere i siti web stranieri di oggi), queste scene da Intifada sono – secondo me – una vergogna incredibile. Da combattere e reprimere duramente, come gli Inglesi hanno saputo fare e come noi non vogliamo fare.
Mi fanno ridere i dibattiti in TV: “Dobbiamo educare”, “Dobbiamo costruire”, “Bisogna riportare la cultura dello sport”. Parole, parole, parole. Se questi teppisti andassero veramente in galera e ci rimanessero per tutta la durata della pena, non vedremmo più episodi del genere. Questa è stata la ricetta, vincente, degli Inglesi: rigore e fermezza, altro che chiacchiere all’italiana.

L’editto? Quale editto?

“Non c’è mai stato un editto bulgaro né ho mai detto che questi signori non dovevano fare televisione”. On. Silvio Berlusconi, 7 novembre 2007.

Ho guardato questo video più volte. Guardatelo anche voi, e giudicate. A me, e non solo a me, questo passaggio sembra molto chiaro.

Questi signori [Biagi, Santoro e Luttazzi] fanno un uso criminoso della televisione pubblica [...] e la nuova dirigenza non deve permettere più che questo avvenga.

Risiko!

Una serata d’autunno. Una domenica. Tre coppie di amici. Focolare acceso. Pizzette e sfizi vari.
E la confezione di Risiko!.
La partita comincia alle 21.00, circa. Alle 21.30 mettiamo anche le castagne sul fuoco e cominciamo a sgranocchiarle.
Alle 22.30 mi alzo dal tavolo, mi ricordo che c’era Juventus – Inter. Guardo distrattamente il risultato su Televideo. 1-1, bene. Ma non ho tempo di vedere niente in TV, neanche un’azione o un gol: stanno attaccando i miei territori e devo difendermi. Bisogna tornare al tavolo di gioco.
Alle 01.30, uno dei partecipanti chiede: “Ma non sarà il caso di proseguire un’altra volta?”. Guardo l’orologio e mi rendo conto che il tempo è volato.
La prossima volta, cominciamo a giocare alle 18.00. E tanto più farà freddo fuori, tanto più divertente sarà trascorrere una serata come quella di ieri.