Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Mese: ottobre, 2008

Morte sull’A3, ANAS denunciata.

Riporto integralmente l’articolo comparso su “Il Mattino” di Napoli, nell’edizione del 26 ottobre 2008, a firma di Pietro Montone.

«Invoco giustizia per mio figlio». C’è dolore e rabbia nelle parole di Gerardo Pastore, papà di Umberto, il giovane trentaquattrenne deceduto dopo cinque mesi di coma causati da uno scontro frontale in autostrada con una mucca.

L’incredibile incidente stradale si verificò sulla Salerno-Reggio Calabria, direzione nord, tra San Mango e Pontecagnano, nei pressi di un autogrill, lo scorso 15 maggio. Umberto Pastore non poté fare nulla, la mucca spuntò all’improvviso centrando la sua auto. Il giovane dottore in Chimica, che lavorava ad Avellino presso l’Irpinia Agriconsult, finì in coma al Ruggi D’Aragona di Salerno. L’epilogo sfortunato pochi giorni fa con il decesso per arresto cardiocircolatorio al nosocomio di Sant’Angelo dei Lombardi. I familiari, la madre Emma Giaquinto, il fratello Paolo, la sorella Chiara, la fidanzata Maria Rosaria con cui avrebbe presto convolato a nozze e gli amici Giuseppe e Jose invocano «giustizia perchè non si può morire così, per una mucca sull’autostrada; una cosa allucinante in una società che si dice civile».

La famiglia Pastore ha sporto denuncia e si è affidata all’avvocato Francesco De Giovanni. Sarà il sindaco di Montoro Superiore a muovere le fila giudiziaria di questa storia. «Siamo straziati dal dolore per non avere più un figlio, un fratello, un amico, per questi 5 mesi di coma. Non c’è legge in questo Stato. Le autorità competenti fingono di non vedere e sapere che queste mucche sono dappertutto. Umberto è la dodicesima vittima di questa strage incredibile e vergognosa. Chiediamo alla magistratura di fare piena chiarezza e di colpire tutti i responsabili affinché non si ripeta mai più un fatto del genere».

Sulla mucca che ha ucciso Umberto c’è da dire, tra l’altro, che era senza targhetta di riconoscimento. Forse un animale destinato alla macellazione clandestina. «Si, la mucca era senza numero. Non solo, sul luogo dell’incidente, nei pressi dell’autogrill, i cancelli della recinzione erano aperti. Insomma, nessuna tutela. Solo ora, sembra, che si stia provvedendo a chiudere tutto. Noi chiediamo solo che sia fatta luce e che nessuno pianga più per una morte così assurda».

“Il meglio guerriero”.

“Vi siete persi ‘o meglio guerriero!”.
Io e Umberto avevamo accompagnato a casa, a tarda sera, una persona che aveva alzato un po’ il gomito. Era l’anno 1993. Quando questa persona scese dalla macchina, ci disse, ridacchiando e barcollando, questa frase per salutarci: “Vi siete persi ‘o meglio guerriero!”.

Io e Umberto ridemmo per più di mezz’ora. Rimanemmo così colpiti da quel “Vi siete persi ‘o meglio guerriero!” al punto da farlo diventare, con naturalezza, da allora in poi il nostro saluto serale.
Quando mi fermavo all’altezza di casa sua per farlo scendere dall’auto, puntualmente, ogni volta, mi guardava con il suo sorriso appena abbozzato, agitava l’indice della mano sinistra e, dopo avermi salutato “seriamente”, sanciva la fine della serata: “Vi siete persi ‘o meglio guerriero!”. Leggi tutto »

Te lo do io Facebook.

Non si parla di altro: Facebook è sulla bocca di tutti.
Anche i TG gli dedicano spazio. L’altra sera TG2 gli ha dedicato addirittura i 10 minuti di approfondimento.
Ovviamente, non potevo mancare su Facebook, sul quale ho il mio bell’account e tramite il quale, fra qualche giorno, in collaborazione con altri utenti lanceremo una iniziativa sfiziosa.
Divertente, a tratti sorprendente, geniale in alcune cose, un po’ banale in altre, in definitiva Facebook è un MUST, di questi tempi.
Ma, secondo il mio modesto parere, non può e non deve sostituirsi ai rapporti sociali veri e propri. No, non mi lancio in una disquisizione sociologica. Dico solo che è triste sostituire i rapporti umani con i rapporti costruiti via Internet.
Per quanto vedo e sento ogni giorno, il confine tra reale e “carne ed ossa” con il virtuale diventa sempre più sottile e labile: la cosa non mi piace.
Facebook per me rappresenta uno strumento di mero divertimento con spunti interessanti, ma non sostituisce nulla della mia vita reale né si sovrappone ad essa.
Quando ho letto che 3.000 persone hanno partecipato al “Facebook day” a Roma, sono rimasto leggermente sorpreso. Non mi aspettavo tale partecipazione, onestamente.
Io, il mio Facebook day, l’ho avuto a casa mia, sabato sera. Ho avuto ospiti a cena, 7 amici ed amiche, abbiamo mangiato bene, bevuto di conseguenza, riso e scherzato fino a notte fonda.
E sono sicuro che fra un Facebook day e la cena a casa mia, non c’è paragone.

Eppure ci hanno provato!

In piena emergenza per i mercati finanziari, dopo la grave crisi – scandalosa – di Alitalia, cosa si inventa questo governo? Niente di che. Solo che nel decreto salva Alitalia aveva inserito una norma che avrebbe consentito una sostanziale impunità ai responsabili dei più gravi scandali finanziari della storia italiana.
Questo governo ci ha provato, come al solito. Su questo non c’è dubbio alcuno, malgrado Berlusconi assicuri che lui “non ne sapeva niente”, come al solito.
L’opposizione di centrosinistra ha dormito come è suo solito. La brillante giornalista di “Report“, Milena Gabanelli, si è accorta dell’imbroglio. Come al solito.
E anche il messaggio è chiaro, come al solito. In questa Italia, i furbi e i potenti la fanno da padrone.
E i poveri Cristi, che sono sempre di più per colpa dei signori di cui sopra, contano sempre di meno.

I miei PC


Ieri sera, tornato a casa, mi aspettava un po’ di lavoro…
Devo formattare il desktop (1), sul quale è installato Windows XP e Ubuntu 7.10.
Detto così, sembra semplice. In realtà, ho files sparpargliati su questo PC, sul notebook vecchio (2), sull’Hard disk esterno (3) e sul nuovo notebook (4).
Ieri sera (notte) sono arrivato a metà dell’opera di backup, con somma gioia di mia moglie.

I diritti dei dipendenti.

Ricevo e pubblico….

I diritti dei dipendenti

Vuoi 13 milioni di dollari?

Mi contatta un tizio via Skype. Dice di chiamarsi MAHMOUD Abdel HADI. 
Scrive un testo lungo che, riassumendo, afferma che un tale Michael Giaquinto ha lasciato 26 milioni di dollari in una banca africana. Peccato che questo Michael Giaquinto, dice il buon Mahmoud, sia morto a causa del terremoto in Indonesia del 26 maggio 2006. 
Michael Giaquinto non ha designato eredi, non si sa da dove veniva, non si sa se aveva figli. Però, che fortuna, ha lo stesso mio cognome. E allora lui, Mahmoud, che è una persona onesta e che lavora proprio nella banca dove sono depositati i soldi, mi propone di dividere questi 26 milioni di dollari con lui.
Lui, il gran cuore Mahmoud, mi implora di dargli una mano affinchè questi soldi non vadano persi.
Alcuni punti della sua comunicazione (in inglese) sono struggenti e melodrammatici:

 Credo che sia stata la volontà di Dio a farmi incontrare te adesso.

Oppure:

Io non sono una persona avida, per cui sto suggerendo di dividere la somma in parti uguali.

Questo tipo di truffe va avanti da tempo immemorabile. Utilizzare Skype è una delle ultime frontiere dello spam, ossia dell’immondizia via Internet.
Mi viene voglia di rispondere al caro Mahmoud, ovviamente con un nome falso e con un indirizzo e-mail falso. Magari pubblicando le sue risposte e le sue richieste…

Perchè mi vergogno di questi balordi?

Prima pestano a sangue, vigliaccamente, sette contro uno, un cinese alla fermata del bus a Roma.
Poi piangono come poppanti.
Io, onestamente, mi vergogno che in Italia queste cose stiano diventando all’ordine del giorno.
E mi vergogno del clima di caccia alle streghe che si sta instaurando.