Morte sull’A3, ANAS denunciata.

Riporto integralmente l’articolo comparso su “Il Mattino” di Napoli, nell’edizione del 26 ottobre 2008, a firma di Pietro Montone.
«Invoco giustizia per mio figlio». C’è dolore e rabbia nelle parole di Gerardo Pastore, papà di Umberto, il giovane trentaquattrenne deceduto dopo cinque mesi di coma causati da uno scontro frontale in autostrada con una mucca.
L’incredibile incidente stradale si verificò sulla Salerno-Reggio Calabria, direzione nord, tra San Mango e Pontecagnano, nei pressi di un autogrill, lo scorso 15 maggio. Umberto Pastore non poté fare nulla, la mucca spuntò all’improvviso centrando la sua auto. Il giovane dottore in Chimica, che lavorava ad Avellino presso l’Irpinia Agriconsult, finì in coma al Ruggi D’Aragona di Salerno. L’epilogo sfortunato pochi giorni fa con il decesso per arresto cardiocircolatorio al nosocomio di Sant’Angelo dei Lombardi. I familiari, la madre Emma Giaquinto, il fratello Paolo, la sorella Chiara, la fidanzata Maria Rosaria con cui avrebbe presto convolato a nozze e gli amici Giuseppe e Jose invocano «giustizia perchè non si può morire così, per una mucca sull’autostrada; una cosa allucinante in una società che si dice civile».
La famiglia Pastore ha sporto denuncia e si è affidata all’avvocato Francesco De Giovanni. Sarà il sindaco di Montoro Superiore a muovere le fila giudiziaria di questa storia. «Siamo straziati dal dolore per non avere più un figlio, un fratello, un amico, per questi 5 mesi di coma. Non c’è legge in questo Stato. Le autorità competenti fingono di non vedere e sapere che queste mucche sono dappertutto. Umberto è la dodicesima vittima di questa strage incredibile e vergognosa. Chiediamo alla magistratura di fare piena chiarezza e di colpire tutti i responsabili affinché non si ripeta mai più un fatto del genere».
Sulla mucca che ha ucciso Umberto c’è da dire, tra l’altro, che era senza targhetta di riconoscimento. Forse un animale destinato alla macellazione clandestina. «Si, la mucca era senza numero. Non solo, sul luogo dell’incidente, nei pressi dell’autogrill, i cancelli della recinzione erano aperti. Insomma, nessuna tutela. Solo ora, sembra, che si stia provvedendo a chiudere tutto. Noi chiediamo solo che sia fatta luce e che nessuno pianga più per una morte così assurda».


Prima