Una delle mie preferite
Questa è una delle mie foto preferite. E’ stata scattata il 12 giugno 2008, ad Aterrana di Montoro Superiore (AV).
Il mio set di fotografie è qui.
Questa è una delle mie foto preferite. E’ stata scattata il 12 giugno 2008, ad Aterrana di Montoro Superiore (AV).
Il mio set di fotografie è qui.
Natale è alle porte. Mi frullano in mente pensieri diversissimi tra di loro e che col Natale non hanno niente a che fare…
Durante il dibattito scaturito da qualche mio precedente post (vedi), alcune domande sono rimaste in sospeso, per motivi dipesi da me in prima battuta e da chi commenta in seconda battuta.
Dopo di che, come è stato prontamente osservato, la discussione ha avuto un momento di “gelo”.
E allora, ecco le domande che vorrei porre, sulle quali mi piacerebbe si discutesse con serenità ed alle quali do la mia personalissima risposta.
Quali sono le prime cinque priorità per Montoro Superiore?
(Annotazione necessaria: questo elenco è chiaramente sintetico e descrive il “cosa” bisognerebbe fare e non “come”. Il “come” può essere discusso in altra sede…)
Favorevole o contrario all’unione delle due Montoro?
Moderatamente favorevole, se il processo di unione comporta vantaggi tangibili ad entrambe le comunità.
Chi ti piacerebbe, personalmente, come Sindaco di Montoro Superiore?
Mi piacerebbe uno come Renato Siniscalchi. Fra chi è già in “politica”, Girolamo Giaquinto.
Cosa pensi di un forum pubblico su internet?
Ovviamente ho lanciato io la proposta, sono straconvinto della bontà di questa idea.
Quando ho scritto il post “Quale sindaco per Montoro Superiore“, sapevo perfettamente che la discussione intorno a questo argomento poteva infiammarsi.
Ho diverse considerazioni da fare in merito alla discussione che si è creata ed ai commenti che ho ricevuto “extra blog”, ossia a voce o telefonicamente.
Innanzitutto, noto che c’è voglia di confrontarsi, di comunicare, di esprimere le proprie opinioni, il che è un elemento sicuramente molto positivo.
Di converso, però, c’è anche una tendenza alle allusioni e alle polemiche personali. Credo che entrambe debbano essere tenute fuori da una discussione che, lo ricordo nel caso in cui qualcuno l’avesse dimenticato, è pubblica.
C’è anche una tendenza a ritenere Internet, in generale, ed il mio modesto blog nel caso specifico, una sorta di contenitore nel quale poter esprimere i propri pareri in maniera anonima o nel quale travasare rabbie sopite o rancori.
Nel caso della forma anonima, cerco di combatterla sempre, soprattutto quando si fanno riferimenti a persone o fatti specifici. Sintomatico è che un mio preciso consiglio di firmarsi con nome e cognome ha avuto un solo effetto pratico: chi si nascondeva dietro nomi di fantasia non ha più commentato.
Per le rabbie sopite ed i rancori, cerco di non far oltrepassare il livello di guardia, ossia che la discussione non trascenda. Le liti non servono a nessuno.
Ma c’è un elemento che mi ha fatto molto riflettere.
Percepisco, ma è una mia personalissima considerazione, una certa “paura”, un certo “imbarazzo”, un certo “timore” nel leggere su Internet giudizi ed opinioni.
In parte, comprendo tali paure. Chiaramente, chi non è avvezzo e non ha dimestichezza con le logiche comunicative di Internet, fa fatica a gettarsi nella mischia di una discussione di cui non conosce le dinamiche.
Solo che non ho capito dove finisce questa legittima paura e dove comincia il timore di confrontarsi apertamente.
Scrivo queste cose perchè mi è stata posta direttamente questa osservazione, ossia che “chi amministra la cosa pubblica non dovrebbe partecipare a discussioni simili”.
Non sono assolutamente d’accordo. Ma mi rendo conto dello spiazzamento, della confusione, del timore che una discussione pubblica può infondere. Partecipare significherebbe però confrontarsi. Su cose concrete, ovviamente, non su polemiche o su posizioni sterili.
Ignorare le discussioni (o peggio, fingere di ignorarle, 1.600 visitatori unici sul blog in tre giorni non sono pochi) è una scelta che rispetto, ma che mi lascia perplesso.