Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Mese: ottobre, 2009

Le troviamo un padrone?

Jash

Jash è il nome di questa bellissima cagnolina, femmina, di due mesi e mezzo.

É stata ritrovata lungo una via molto trafficata di Solofra (AV).

É in perfette condizioni di salute, controllata costantemente da un veterinario. Da “grande”, sarà una cagnolina di taglia media. Jash è davvero molto affettuosa e le foto che le ho scattato con il mio Nokia N95 non mostrano in pieno quanto è bella, ma vi assicuro che fotografarla è stato alquanto difficile!

La cagnolina, adesso, si trova a Solofra (AV).

Chiedo un aiuto a chi legge il mio blog per trovarle un padrone e sono sicuro che con un minimo di passaparola non dovrebbe essere difficile riuscirci. Diffondete il link a questo post, magari su Facebook, Twitter o dove vi sembra più opportuno.

L’intero set di foto di Jash è disponibile qui, mentre per maggiori informazioni o per vederla da vicino potete scrivermi utilizzando questo modulo di contatto.

Una lettera aperta.

Segnalo la lettera aperta scritta dall’amico Mauro de Maio, indirizzata al presidente di Confindustria Avellino, Dott. Silvio Sarno.

La lettera merita di essere letta e riletta, per la lucida analisi della situazione dello stabilimento FMA (Fiat) di Pratola Serra (AV).

Linkare dal mio blog mi sembra il modo migliore di manifestare la mia solidarietà ed il mio apprezzamento per le iniziative, coraggiose, di Mauro.

Corro ai ripari.

Corro ai ripari. E lo scrivo pubblicamente.

Da qualche tempo, ho preso tutte le abitudini che favoriscono l’aumento di peso. Mangio le stesse cose che mangiavo a vent’anni, con la presunzione di bruciare tutto come allora. Solo che a 36 anni il metabolismo è più lento, me ne dovrei fare una ragione.

Oltre ad essere una buona forchetta, sono un “buon bicchiere”, il che non è mai stato un toccasana per la linea.

Non faccio più sport, dopo anni di calcio e bici. L’ultimo anno “super” da questo punto di vista è stato il 2007, quando avevo raggiunto un livello discreto di forma sui pedali della mia mountain byke. Da allora, sport poco e niente.

Nel 2008, per raggiungere l’ufficio dove collaboravo, percorrevo a piedi 2 Km al mattino e 2 Km alla sera: un reale toccasana. Senza modificare alcunchè delle mie abitudini, persi 4 Kg in 3 mesi. Potenza delle passeggiate. Da allora, passeggiate quasi zero.

Nel 2008, a giugno, mi sono sposato. Mi avevano messo in guardia un po’ tutti. Dopo il matrimonio, si tende ad ingrassare. Così è stato. Complici anche le cene a tarda ora e le ore successive a ronfare sul divano, ho dato il colpo di grazia alla linea.

Dulcis in fundo, giova ricordare che nel 2005 ho smesso di fumare, cosa che mi fece prendere immediatamente 8 Kg in sei mesi.

Ora, siccome so che prima di tutto è una questione di Leggi tutto »

Consorzio a Solofra: i miei dubbi.

C’è una strada, a Solofra (AV), che spacca in due il nucleo industriale delle concerie. Ai bordi di questa strada, qualche giorno fa, erano parcheggiati i furgoni dei “contoterzisti”, in particolare degli inchiodatori. Ad occhio e croce, saranno stati almeno una trentina, poi ho scoperto, leggendo i giornali, che erano qualche decina in più.

L’inchiodatura è una fase della lavorazione della pelle e, in larghissima parte, è affidata a ditte esterne alle concerie: ai cosiddetti “contoterzi”, appunto. La loro storia è semplice e drammatica allo stesso tempo.

La crisi della concia e la crisi del polo industriale di Solofra hanno scatenato una guerra al ribasso dei prezzi praticati dagli inchiodatori.
Questa guerra al ribasso ha provocato una generale diminuzione della qualità delle condizioni di  lavoro, per i dipendenti delle inchiodatrici. E i titolari delle inchiodatrici, molto semplicemente, non ce la fanno più ad andare avanti.

Ora, i contoterzisti si sono coalizzati in un consorzio, denominato “New skin”, per agire con compattezza e per imporre prezzi adeguati alle concerie. Hanno addirittura fermato la lavorazione, proprio il giorno in cui ho visto i loro furgoni fermi ai bordi della principale strada del nucleo industriale.

Rivendicano etica imprenditoriale, diritti dei lavoratori, legalità, sicurezza e tutela ambientale.

Tutto giusto, tutto bello. Ma, c’è più di un “ma”, secondo me. E lo scrivo con grande disincanto e senza alcun interesse.

Premetto che nutro il più profondo rispetto per tutti i lavoratori del comparto, siano essi dipendenti o lavoratori autonomi o titolari di inchiodatrici. Questo lo scrivo in premessa, perchè nessuno si offenda per le cose che sto per scrivere.

Innanzitutto, credo che i “contoterzi” non abbiano, purtroppo per loro, il coltello dalla parte del manico. Il coltello è nel manico delle concerie e prima o poi questo si ripercuoterà, credo, sull’unità del consorzio.  Ritengo assai probabile che ci sarà chi sarà pronto ad approfittare della situazione, offrendo la propria manodopera alle concerie che ne hanno bisogno. So che è un’analisi molto cinica, ma credo che sia la più verosimile.

In secondo luogo, trovo quanto meno curioso sentir parlare di “diritti dei lavoratori”. Per quanto possa sforzare la mia memoria, non ricordo che il tema dei “diritti dei lavoratori” sia mai stato importante per i contoterzisti.
Naturalmente mi auguro con tutto il cuore che la mia affermazione possa essere smentita, ma di “diritti dei lavoratori” no, non ho alcun ricordo. Da vent’anni a questa parte.

Inoltre, si parla di “tutela ambientale” e di “sicurezza”. Giusto. Sacrosanto. Non discuto il principio.
Ma mi chiedo: se ne parla perché i controlli dei Carabinieri si sono intensificati o perché ci si crede davvero? Quando i tempi erano di vacche grasse, qualcuno se ne era mai preoccupato?

Esprimo questi miei dubbi, consapevole che il momento è difficilissimo per tutti e che sicuramente un’unione (la prima, a Solofra) è un elemento che scuote il sistema industriale, basato su meccanismi che non reggono più.

Consapevole che ci sono tanti lavoratori, inclusi i titolari delle inchiodatrici, che si fanno comunque un “mazzo così” dalla mattina alla sera. Consapevole che i lavoratori (in maggioranza donne) delle inchiodatrici non fanno certo il più leggero dei lavori, con paghe inadeguate.

Al consorzio va riconosciuto il merito di aver saputo coalizzare 49 aziende (per ora), il che è un evento di straordinaria portata, per Solofra. Al consorzio va riconosciuto che la sua battaglia per prezzi più equi è pienamente condivisibile e che la guerra al ribasso dovrebbe cessare. Ribadisco: dovrebbe cessare, condizionale.

Ma, cortesemente, non tiriamo in ballo i “diritti dei lavoratori” e la “tutela ambientale”.

Un anno.

adesso e per quando tornerà il tempo…
Il tempo per partire,
il tempo di restare,
il tempo di lasciare,
il tempo di abbracciare…
[V. Capossela - Ovunque Proteggi]

Un anno è già passato da quel giorno

Il profeta Cetto Laqualunque.

Un video tutto da gustare. Notevolissimo nella sua parte iniziale. Caricato su Youtube il 7 dicembre 2006 (quasi tre anni fa).

Chissà se rivedremo mai Antonio Albanese nei panni di Cetto Laqualunque in TV.

Facebook, quante storie per un addio…

Ritorno ancora una volta, presumibilmente l’ultima, sul tema di Facebook. Per segnalare le “stranezze” a cui si va incontro quando si decide di chiudere il proprio account.
Avevo scritto qualche settimana fa che avrei prima disattivato e poi chiuso definitivamente il mio account su Facebook.

La disattivazione.

Pochi clic di mouse e mi ero “disattivato”. Strepitosa la schermata che appare quando si decide di andar via: Leggi tutto »

Donne, dove siete?

Mi fa riflettere molto lo spettacolo pietoso e penoso di questi giorni, fatto di ragazze e donne che pur di arrivare al “successo” non si risparmiano in niente e si donano con incredibile facilità.

Ho ascoltato le interviste della D’Addario e dell’altra (non ricordo il nome), ieri sera ad AnnoZero.

Bene. Anzi, male.

Duemila Euro per una cena. Candidature promesse. Promesse generiche di aiuto.
Non discuto e non contesto adesso  il fatto politico: chiaramente, questo non è gossip, non prendiamoci in giro.

Ma, mi chiedo preoccupato: in tutto questo, dove sono le donne? Dov’è la loro voce?

Dove sono le tante donne oneste che mai si sognerebbero di vendersi o svendersi o diventare delle puttane (quando ci vuole ci vuole), a destra come a sinistra? Perché non si fanno sentire, a parte qualche eccezione?

Perchè non dicono una parola contro questo sistema di donne – ragazze – escort – accompagnatrici – veline – letterine, più le puttanine, che tolgono opportunità alle tantissime donne oneste e capaci?