Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Categoria: comunicazione

Cellulare, maleducazione (parte seconda)

Alcuni aggiornamenti ai comportamenti maleducati legati al cellulare ed al suo utilizzo, dopo il primo post dedicato all’argomento.

L’auricolare bluetooth.
Mentre parli direttamente con una persona, questa comincia a parlare tramite l’auricolare bluetooth. Senza avvisarti.
Tu stai parlando di qualcosa e lui /lei risponde “pronto, si, dimmi…” senza portare il cellulare all’orecchio.
Peggio ancora, quando credi che stia parlando con te ed invece sta parlando al cellulare.

La chiamata troncata.
Un’altra situazione odiosa. Il tuo interlocutore ha fretta di concludere. “Ciao” e ti attacca il telefono, senza attendere risposta. Decisamente da maleducati.

[Altri aggiornamenti man mano che mi vengono in mente o mi vengono suggeriti]

Cellulare, maleducazione.

Cellulare fa rima con maleducazione? Secondo me, spesso si.
Esistono comportamenti e abitudini che sfociano facilmente nella maleducazione e nell’inciviltà.

Provo a creare un mio personalissimo elenco di comportamenti maleducati o inappropriati.

La gamma è davvero ampia:

“Dove sei?”

Molti, chiamando al cellulare, si sentono autorizzati a fare questa domanda.
A meno che non si tratti di persone della mia stretta sfera personale, la domanda mi irrita sempre.

“Sono impegnato, mi puoi richiamare?”

Capita che squilli il telefono mentre si è impegnati o si è con delle persone.
Io do sempre la precedenza alle persone con cui sto parlando, informando gentilmente l’interlocutore che dovremmo sentirci in seguito. Spesso richiamo io. Ma la cosa qualche volta sfocia in due situazioni spiacevoli:

  • l’interlocutore se la prende a male
  • l’interlocutore se ne infischia e pretende di trattenermi al telefono malgrado gli abbia detto di essere impegnato

Squilla il  telefono e mi ignori completamente.

Vi capita di parlare di persona con qualcuno che vi ignora completamente (anche per mezz’ora) se gli squilla il cellulare?

La richiamata mancata.

È particolarmente disdicevole chiamare qualcuno che non risponde, richiamarlo una seconda volta a distanza di un’ora senza avere risposta e non venire richiamati, neanche il giorno dopo.

La voce alta.

Inavvertitamente è capitato anche a me qualche volta di alzare la voce parlando al cellulare. Quando me ne sono accorto, me ne sono vergognato.
Non sopporto chi urla al cellulare, soprattutto in luoghi chiusi (treni, ristoranti ecc.).

I fatti degli altri.

Capita spesso che, in nostra presenza, perfetti sconosciuti parlino dei fatti loro con naturalezza estrema. Inaccettabile.

Il vivavoce.

Se il mio interlocutore mi dice “Metto la conversazione in viva voce, così ti ascolta anche Tizio e Caio”, va bene.
Ma se la mia conversazione è in vivavoce a mia insaputa, con ascoltatori latenti, la cosa mi fa molto incazzare.

Il telefono spento.

“Come mai avevi il telefono spento?”.
La domanda si commenta da sola nella sua indiscrezione e maleducazione. Eppure è frequentissima.

Il numero ad altri.

Se mi chiedono il numero di telefono di un’altra persona, prima di darlo chiedo  SEMPRE il consenso.
Molti, invece, diffondono i numeri altrui con una naturalezza estrema. Ingiustificabile.

“Stai parlando con me?”

Il tuo interlocutore parla con te e contemporaneamente con altre persone nelle sue vicinanze.

Ma dico, ci vuole tanto a dire “Sentiamoci dopo?”.

L’avviso di chiamata.

Io l’ho disattivato. Odio quando qualcuno mi dice “Scusa ti metto un attimo in attesa”.
Spesso l’attimo diventa minuti. Dopo un minuto circa di attesa, io metto giù (maleducazione per maleducazione….)

Qualche altro comportamento maleducato da segnalare?

Esempi

Maria Luisa Busi“Oggi l’informazione del Tg1 è un’informazione parziale e di parte. Dov’è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo.

E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale”.

Maria Luisa Busi, lettera affissa alla bacheca aziendale RAI, maggio 2010.

Una donna coraggiosa, non c’è che dire. Un esempio che molti pseudo giornalisti dovrebbero seguire, in quanto a personalità e carattere. Si è schierata apertamente e pubblicamente contro la linea editoriale del TG1 e ha deciso, qualche settimana fa, di non andare più in onda alle ore 20.

Peccato però. Era uno dei pochissimi motivi per cui guardavo di tanto in tanto il TG1.

Cambiamenti.

Piccola pausa sul blog, qualcuno se n’è anche accorto e mi ha chiesto come mai ultimamente non scrivo più come prima.
Il motivo è semplicissimo: per i post più impegnativi (tipo questo o quest’altro), per i quali impiego un po’ di tempo a scrivere, il fine settimana è il momento ideale per pensarli e metterli “nero su bianco”.

Siccome siamo in piena estate, capita che il weekend sia impegnato per il mare o per altre cose, riducendo così drasticamente il tempo a disposizione.
Tutto qui: questione di tempo.

Per i post meno impegnativi, devo ammettere che da un po’ di tempo ho intenzione di cambiare leggermente il “taglio” del mio blog, lasciando da parte alcuni argomenti.

Le novità.

Alcune novità sul web, che mi riguardano:

  • Dopo un po’ di tempo, e direi che era anche giunto il momento, ho rifatto il look alla home page di giaquinto.it (il mio primo dominio, attivo dal 2001)
  • La nascita del blog tecnico (in fase ancora embrionale). Mi sembrava giusto separare nettamente la sfera professionale da quella personale.
  • Ho aggiunto la pagina “blog veloce“, che estrae i miei (brevi) commenti su twitter.

Prossimamente…

  • Fra non molto, questo blog cambierà di nuovo grafica. Adotterò uno stile molto pulito e semplice, che dia il giusto risalto al contenuto. Riservo al blog tecnico gli “effetti speciali”.
  • Una iniziativa importante che richiede molta collaborazione (a tempo debito ne scriverò).

Ci sono altre cose che bollono in pentola, ma che gusto c’è a svelarle in anticipo?