Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Categoria: calcio

Il calcio del futuro

Quest’uomo è Joseph Blatter.

Dal 1998 è presidente della FIFA. In sintesi, è uno degli uomini più potenti del calcio mondiale, se non il più potente.

Quest’uomo comanda le sorti del calcio mondiale. Poco importa se di tanto in tanto si concede qualche gaffe, come quando fu assente alla premiazione dell’Italia alla finale dei campionati del mondo, Germania 2006.

È refrattario a qualsiasi introduzione di elementi tecnologici nel calcio. Se fosse e se sarà per lui, continueremo a vedere gol fantasma, anche ai mondiali di calcio.

Ma la cosa a cui ho sempre pensato e che mi sono sempre chiesto è: come fa uno che non ha mai giocato a calcio a reggere le sorti del calcio mondiale?

Old Trafford, il calcio è servito.

Domenica scorsa ho avuto occasione di vedere la partita a Manchester, in uno dei templi inglesi del calcio, l’Old Trafford.
È banale dirlo, ma va detto: gli Inglesi sono avanti anni luce rispetto a noi.
Sono arrivato allo stadio in taxi, ho mangiato un panino al volo prima di entrare. Per entrare, ho impiegato pochi secondi: nessuna fila, nessun controllo, nessuna perquisizione, nessun poliziotto in assetto da guerriglia urbana. Giusto il tempo di inserire il biglietto nella macchina elettronica e, voilà, entrato. Per sistemarmi nel mio posto numerato (e a sedere).

Ero a circa cinque metri dalla linea del fallo laterale. Vedevo i calciatori in faccia. Splendido, e splendida cornice di pubblico.
Famiglie, bambini, persone non più giovanissime. In Italia, il solo pensare di portare un bambino allo stadio fa venire l’urticaria.

Terminata la partita (per la cronaca, il Manchester United ha vinto 4-0 contro lo Stoke City), lo stadio si è svuotato in dieci minuti.
Fuori dallo stadio, poliziotti a cavallo e a piedi. Discreti, ma presenti. Visti all’opera: davanti ai miei occhi ho visto passare due inglesi palesemente ubriachi (e molesti), arrestati e ammanettati dalla polizia senza troppi fronzoli e – importante – senza usare manganellate.

Un pomeriggio di sano calcio. Aver visto da vicino una partita di Premier League mi ha fatto capire le differenze, abissali, di intendere il calcio fra Italia e Inghilterra. Loro hanno fatto passi da giganti, dopo le nefandezze degli anni ’80, noi abbiamo fatto passi da giganti, dagli anni ’80, ma in negativo.

Radiocronaca

Domenica 11 aprile, ore 16, campo sportivo di Cesinali (AV). Incontro di calcio del campionato provinciale di terza categoria, fra Cesinali Calcio e Vis Montorese 1978, rispettivamente, prima dell’incontro, seconda e prima in classifica.

Qualche giorno prima, il proprietario di una radio locale di Montoro (Radio Raffaella Uno) mi aveva chiesto se volessi fare la radiocronaca, in diretta, della partita.
La cosa era alquanto simpatica e gli ho detto di si senza pensarci su troppo. E cosi, domenica scorsa, mi sono ritrovato con un microfono in mano, a bordo campo, a commentare le fasi di gioco della partita.
Per la cronaca, la partita – correttissima – è stata vinta, abbastanza immeritatamente, dal Cesinali per 1-0 su calcio di rigore.

Il commentatore tecnico della gara è stato l’amico Silvestro Giaquinto: era impensabile fare una radiocronaca di un’ora e mezza da solo.
Non è facile descrivere le fasi di una partita via radio e, soprattutto, in diretta.
Al di là delle difficoltà oggettive, se ne verificano altre: ci si distrae, a volte ci si lascia prendere dalla partita e ci si dimentica di commentare in “real time”, altre volte si avvicina qualcuno e ti chiede qualcosa (o ti sfotte…), in una occasione stavo per essere colpito da una pallonata (eravamo ad un metro dalla linea del fallo laterale).
Oppure, dai la “linea” al tuo collega e ti accorgi che lui è troppo impegnato a mandare SMS e rispondere al telefono….

Ma, tutto sommato, è stata un’esperienza molto piacevole.
Non so cosa avrà pensato chi ci ha ascoltato: noi abbiamo cercato di fare del nostro meglio, spero sia bastato…

Comunque sia andata, Ciro Ferrara è stato un signore.

Ciro Ferrara è stato esonerato. Al suo posto, è arrivato Zaccheroni.

Quasi sicuramente Ciro non è stato l’unico colpevole di una Juventus bruttissima e perdente. Quando la Roma ha segnato il 2-1, la settimana scorsa, non mi sono neanche arrabbiato.
Comunque sia andata la sua stagione, resta l’impressione di un grandissimo professionista dalla correttezza esemplare.

Al termine di ogni partita, malgrado il risultato infelice, Ciro si è sempre presentato davanti alle telecamere. Ha sempre risposto con grande signorilità, ha sempre affrontato le domande con enorme disponibilità. Non si è mai negato e mai, tranne in una occasione, si è lasciato andare a polemiche.
Ha sempre difeso i suoi calciatori. Tutte queste cose sono già difficili da fare quando si vince, figuriamoci quando si perde.

Non è da tutti. Nel nostro calcio, esempi così concreti di correttezza e professionalità sono davvero straordinari. Ed in un paese, il nostro, dove non si può più chiedere conto a nessuno del proprio operato, Ciro Ferrara ha incarnato in pieno il ruolo di chi non si tira indietro rispetto alle proprie responsabilità.

Purtroppo, i numeri parlano chiaro ed un responsabile andava individuato. Come sempre, ha pagato l’allenatore. Ha pagato Ciro Ferrara, anche per colpe non sue. Mi è dispiaciuto molto che sia stato esonerato.

Lui incarna alla perfezione lo “Stile Juventus”, sobrio, elegante, distinto e responsabile. Speriamo che anche la società F.C. Juventus cominci a dare una ripassata alle lezioni di “Stile Juventus”.

Che brutto spettacolo.

Ciro Ferrara al termine della partita Juventus - Bayern Monaco 1-4

Ciro Ferrara al termine della partita Juventus - Bayern Monaco 1-4

Non ricordo una Juventus così brutta da anni. E pensare che aveva 4 punti più del Bayern a due turni dalla fine del girone eliminatorio. Il guaio è che questa non è una squadra.
Speriamo di centrare almeno il terzo posto in campionato.

Juve – Napoli 2-3. Tiè tiè tiè!

Me ne stavo seduto tranquillo, in fondo alla saletta del bar dove stavano facendo vedere Juve – Napoli.
Commentavo tranquillamente la partita: la Juve non stava facendo granchè per meritarsi la vittoria con 2 gol di scarto.
Il Napoli segnava il 2-1. Urla ed esultanza nella saletta. “Caspita, tutti tifosi del Napoli qui dentro”, pensavo io…

2-2. Urla ancora più alte. Mimmo, il gestore interista del bar, che alzava il volume dell’audio per far ascoltare meglio l’esultanza del pubblico. Da 2-0 a 2-2, non è da grande squadra… Juve, che mi combini?

Nella saletta, qualche tifoso del Napoli buttava le mani avanti: “Adesso gli dà un rigore alla Juve!”…

Difficile avere un rigore se non ti avvicini all’area, pensavo io fra me e me.

Il Napoli, invece, aveva deciso di non fermarsi al 2-2, ma di passare addirittura in vantaggio. Meritatamente, fra l’altro.

Ma qui avveniva il bello (o il brutto): 3-2 per il Napoli e “Tiè, tiè, tiè” rivolto a me, da più persone, con inequivocabili gesti “dell’ombrello”. Proprio a me, che me ne ero stato tranquillo tranquillo per fatti miei… Proprio a me, solo perché ero uno dei due juventini presenti nella saletta…

Kakà e i miliardi.

Kakà, alla fine, rimane al Milan. Fine della telenovela. Non va al Manchester City.
Sensazionale. Ha rifiutato montagne di Euro. Un eroe.
Kakà mi sta simpatico come personaggio ed è eccezionale come calciatore.
Ma, per favore, non facciamolo passare per un eroe, soprattutto di questi tempi. Ha rifiutato molti soldi, ma guadagna comunque 9.000.000 di Euro all’anno, sponsor esclusi. 
E scusate se è poco.

Ritorno al calcio!

La settimana prossima o, al massimo, entro la fine di questo mese, dovrei cominciare a giocare di nuovo a calcio.
Non nella squadra OVER 30 di cui avevo scritto in un recente passato.
Quella squadra è rimasta solo un’idea: non ci sono stati i numeri per formarla. 

Mi dispiace per coloro (Nenè e Alfredo in primis) che avevano riposto fiducia nel progetto, ma una squadra, seppur di terza categoria, si porta avanti con un gruppo di almeno 25 persone tra calciatori e dirigenti, non con quattro gatti quali rischiavamo di rimanere.
Quando ho capito che la squadra OVER 30 non era una strada percorribile, ho cercato una squadra che mi “accettasse” e l’ho trovata.  

Adesso si tratta di ritrovare una forma fisica decente, visto che questa estate, fra matrimoni (incluso il mio), banchetti, cene, cenette e attività sportiva zero virgola zero ho visto aumentare un po’ troppo il mio peso.