Centri commerciali.
“Andiamo a farci un giro al centro commerciale?”. La domanda è innocua, all’apparenza. “Giusto per farci un giretto per i negozi…”. Mia moglie sa che tento in tutti i modi possibili ed immaginabili di sottrarmi al pomeriggio al centro commerciale. Ma lei è una che non demorde. E così, in onore a quella gran regola non scritta secondo cui il matrimonio è fatto anche di compromessi, qualche volta devo cedere ed andare in quei centri.
Lo confesso pubblicamente: odio i centri commerciali.
Mi fanno stare male. Mi viene mal di testa. Spesso anche mal di stomaco. Mi annoio tremendamente. Mi sento oppresso. Mi innervosisco. Non mi piacciono. Posso anche sforzarmi di farmeli piacere, ma niente da fare. Siamo incompatibili. Non possiamo coesistere.
Domenica scorsa, è stata la volta del “Vulcano Buono”, a Nola (NA). Ho posto una sola condizione: che si andasse immediatamente dopo pranzo e non verso le 17-18, quando l’afflusso è più consistente. Alle 15.30 circa eravamo a Nola, parcheggio immediatamente disponibile, a poca distanza da una delle entrate. Traffico zero, code zero. Tutto bene, inizialmente.
Appena entrati, ci siamo catapultati in un negozio di abbigliamento. E qui è cominciata la mia metamorfosi. Da persona allegra e gioviale di qualche minuto prima, ho cominciato ad incupirmi. Dopo dieci minuti, già sono diventato insofferente. Dopo venti minuti, la pazienza è ormai un lontano ricordo. La trasformazione è completa dopo mezz’ora: sono diventato un orso insofferente, brontolone e innavicinabile. E infatti mia moglie mi parla solo per lo stretto indispensabile.
Percorriamo le gallerie del centro. Noto molti maxischermi che trasmettono in diretta la partita del Napoli calcio. “Ma non vorrai sederti a guardare la partita?”…”No, assolutamente, non ci penso nemmeno per sogno, come ti è venuto in mente”… Invece ci sono molti mariti, parcheggiati dalle mogli, che assistono divertiti allo spettacolo calcistico. La moglie va per negozi ed il marito guarda la partita: ottima idea.
Ed il centro commerciale diventa anche un parcheggio: di auto, di bambini nelle aree da gioco o al cinema, di mariti…
Ma il centro commerciale è fatto di Leggi tutto »




