Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Categoria: politica

Montoro comune unico?

E così, nella primavera 2012, noi abitanti di Montoro Superiore e Montoro Inferiore saremo chiamati per dire la nostra, in via ufficiale e definitiva, sull’unione dei due comuni in un unico comune, “Montoro”.

Mi diverto spesso a parlarne con amici e conoscenti. Per capire cosa pensano altre persone, per capire se siano favorevoli o contrari. In tutta onestà, la maggior parte delle persone con cui ho parlato non è favorevole all’unione, per i motivi più disparati. Io ho alcuni dubbi. Eccoli, argomentazione per argomentazione.

“Montoro unito sarà il terzo comune della provincia di Avellino, con circa 20.000 abitanti”.

E chi se ne frega? Leggi tutto »

Non tutto è perduto.

Confesso: ero scettico e pessimista, prima di questa tornata elettorale di maggio 2011. Tornata che ha detto a chiare lettere che la gente è stanca di questo modo di fare politica ed è stanca di Berlusconi. Ma io non ero così convinto di un risultato punitivo per Berlusconi. Stavolta, però, non hanno vinto loro.

Non ho scritto prima per pura scaramanzia. Troppe volte ho visto l’autolesionismo della sinistra e le rimonte del Cavaliere, per cui non volevo scrivere prima di non aver visto i risultati.

Ho gioito all’elezione di De Magistris a Napoli e di Pisapia a Milano. Un’altra politica è possibile. Una politica alternativa ai vuoti proclami di un governo immobile da mesi e che ci sta trascinando in un baratro senza fine, per non dire delle figure becere che facciamo a livello internazionale (vedi il dialogo Berlusconi – Obama).

Forse non tutto è perduto. Anche la “gente” cambia idea e non è cieca. Il re è nudo e finalmente ce ne stiamo accorgendo. Milano ha voltato le spalle al capolista Berlusconi, che aveva detto che quello era un referendum sulla sua persona. Perso nettamente. E meritatamente.

Napoli ha scelto De Magistris con un plebiscitario 65%. De Magistris ha ricevuto i complimenti del leghista Flavio Tosi (sindaco di Verona), ieri 31 maggio 2011 a Ballarò.
Se un esponente di centro destra riesce a dare un giudizio obiettivo su un sindaco di uno schieramento avversario, il segnale è incoraggiante. Se un leghista riesce ad esprimere un giudizio obiettivo su un meridionale, il segnale è doppiamente incoraggiante (Tosi aveva già espresso giudizi favorevoli su De Luca, sindaco di Salerno).

Di strada ce n’è ancora tanta da fare, per recuperare una politica impegnata e concreta. Cioè, una politica lontana anni luce dal Berlusconismo dei proclami e delle chiacchiere e degli insulti. Ma i segnali ci sono.

E vengono per lo più da ambienti lontani dal centrodestra (che di centro ha ben poco ormai), dove l’appiattimento generale sulle posizioni del capo ha creato danni enormi.

E finalmente la “gente”, il “popolo”, lo vede, lo sente. E vota di conseguenza. Spero soltanto, per il bene del nostro amato belpaese, che non siano due anni di agonia politica, questi che ci separano dal 2013.

 

Stravolgimenti.

Non capirò mai il centrodestra italiano. Non capirò mai Berlusconi, oppure l’ho capito troppo bene e ormai non mi meraviglio più di niente.

Ha deciso di cacciare via Fini e altri “finiani”, incompatibili con la linea del PDL.
La loro incompatibilità è quella di non aver sostenuto Brancher ministro (a proposito: è stato condannato a due anni, qualcuno ne ha sentito parlare in TV?).
Di aver detto che “Mangano non è un eroe”, a differenza di quanto ha detto il senatore Dell’Utri. Di aver duramente polemizzato con il ministro Sandro Bondi sulla legalità, qualche settimana fa. E via dicendo. Gli episodi, recenti e meno recenti, sono numerosi.

I ministri indagati ed i sottosegretari per i quali pendono richieste d’arresto ottengono sempre, secondo una prassi consolidata, la solidarietà del presidente Berlusconi e di gran parte dell’esecutivo.

La Lega, che tante volte strilla ai quattro venti la propria indole legalitaria, di solito tace, in questi casi. Mai sentita una parola di condanna.

Dunque: chi è indagato, ottiene solidarietà. I mafiosi diventano eroi. Chi non è d’accordo con questo modo di fare, è un traditore.

Non è uno stravolgimento assurdo e paradossale?

Contro la legge bavaglio.

Tutti scomparsi!

Se penso all’anno scorso, alla elettricità che si viveva nel mio comprensorio, dove c’erano liste di giovani pronti a farsi avanti e mettere il nome e la faccia per compiere un percorso politico comunale, ora invece sono tutti scomparsi….

L’avevo annunciato, nei giorni scorsi: avrei scritto qualcosa in merito.
Leggendo queste parole scritte da Maria, mi sono sentito tirato in causa.
Credo di appartenere di buon diritto, a quel gruppo di giovani ora scomparsi…
Gli “scomparsi” sono quei candidati che hanno meno di quarant’anni e che sono stati trombati alle scorse elezioni comunali. Fra quei trombati, ci sono anch’io.

Non so che fine abbiano fatto gli altri. O come si possano sentire. Io parlo e scrivo per me. La frase di Maria è vera. Solo che bisogna capire perchè si scompare.

Si scompare perchè c’è una vita personale e professionale che impegna gran parte della giornata.

Si scompare perchè subentra lo scoraggiamento personale. Lo scoraggiamento che ti fa pensare che non vale la pena impegnarsi per la comunità che non ti ha preferito.
Beninteso, io ringrazio sempre e con il cuore in mano le 98 persone che mi hanno votato e verso le quali sento la responsabilità di non tirare i remi in barca.
Ma è difficile. Montoro Superiore ed il suo elettorato seguono logiche che, giuste o sbagliate che siano, sono difficili da digerire e da comprendere.

Si scompare perchè viene il dubbio di aver sbagliato tutto e di non aver capito il meccanismo politico, per cui viene facile da pensare “E’ meglio continuare a fare ciò che so fare”.

Qualche settimana dopo le elezioni, una persona abbastanza in vista nel montorese mi disse “Peppì, tu sei nato per scrivere, non per fare il politico”.
Non so se sia vero che sia nato per scrivere. Probabilmente no.
Ma sicuramente non sono nato per fare il politico, questo è poco ma sicuro. Sicuramente non sono nato per fare il politico di professione, o il politico dalla falsa promessa o della doppia faccia o, peggio, che ti sorride quando ti è di fronte ed è altrettanto pronto a pugnalarti quando è alle spalle.

Nessun riferimento personale, sia chiaro. Ma questo è il meccanismo: non c’è spazio per il libro “Cuore”, come sono solito dire ai miei amici. Non c’è spazio per il buonismo.

E allora, in questo scenario, chi ci ha messo – inutilmente – la faccia, il nome, l’impegno, il tempo e anche qualche soldo, inesorabilmente scompare, perchè viene meno la voglia, il tempo e la passione.

Potrà sembrare ingiusto, potrà sembrare illogico, potrà sembrare brutto, ma la realtà delle cose è questa, piaccia o non piaccia.

Un milione di persone?



E lasciamo stare l’inutilità di una manifestazione condita delle solite accuse ridicole contro PD, Di Pietro, magistratura.

Un governo che scende in piazza per protestare è secondo me fuori dal mondo. Ma lasciamo stare anche questo.
Pubblico queste due foto (tratte da qui) per documentare il MILIONE DI PERSONE presente alla manifestazione….
Scommetto anch’io cento Euro che stasera e domani i vari direttorissimi e giornalistissimi parleranno di cifre che vanno dal milione in su…

Hanno vinto loro.

Decreti interpretativi per ovviare all’incompetenza dei propri rappresentanti delegati alla presentazione delle liste. Le regole diventano “dettagli”.
Il processo? C’è il “legittimo impedimento”. La Corte Costituzionale boccia il Lodo Alfano? I giudici sono comunisti. Il processo a carico di Mills si conclude con la prescrizione del reato? Per il TG1, Mills è stato assolto. Potrei proseguire. Quanti altri casi simili potrei citare.
In qualsiasi altro paese del mondo civilizzato, un Presidente del Consiglio che definisce “Talebani” i magistrati avrebbe provocato un clamore senza uguali.
Vi immaginate un Barack Obama, un Sarkozy o una Angela Merkel che chiama i giudici del proprio paese “Talebani”? Quanto tempo rimarrebbero al proprio posto? In Italia, il problema non si pone nemmeno. Chissà se c’è un limite.
Sotto le elezioni, vietato parlare di politica in TV. Una decisione degna della peggiore repubblica delle banane.
Mi fermo qui. Volendo proseguire, andrei avanti per ore. Ma è tutto inutile.

Hanno vinto loro. Inutile recriminare, inutile pensarci su, inutile polemizzare.
Hanno vinto. Punto e basta. Non c’è più nessun limite, nessun argine che tenga.
Fanno quello che vogliono, quando vogliono, come vogliono. E lo fanno contando sull’entusiasmo della gente. Entusiasmo a priori. Entusiasmo a prescindere. Questo è per me il vero dramma.
Perchè, malgrado tutto, la gente li premia e li difende. E allora non c’è più nessun dubbio, nessuna incertezza: hanno vinto loro.

De Luca, e siamo alle solite.

Siamo alle solite.
Centrosinistra incapace di essere compatto su un nome, quello di De Luca, sindaco di Salerno, come candidato a governatore della Regione Campania.
Di Pietro fa i distinguo, poi pare tentennare, quindi interviene De Magistris che dice a chiare lettere che non lo voterà. In precedenza, Rifondazione aveva già espresso il suo no. E L’UDC ha da tempo fatto la sua scelta (dall’altra parte).
Stiamo dando l’ennesimo assist alla destra. L’ennesimo regalo, a questa destra sloganista. Credo che non ce ne sia proprio bisogno.