Se penso all’anno scorso, alla elettricità che si viveva nel mio comprensorio, dove c’erano liste di giovani pronti a farsi avanti e mettere il nome e la faccia per compiere un percorso politico comunale, ora invece sono tutti scomparsi….
L’avevo annunciato, nei giorni scorsi: avrei scritto qualcosa in merito.
Leggendo queste parole scritte da Maria, mi sono sentito tirato in causa.
Credo di appartenere di buon diritto, a quel gruppo di giovani ora scomparsi…
Gli “scomparsi” sono quei candidati che hanno meno di quarant’anni e che sono stati trombati alle scorse elezioni comunali. Fra quei trombati, ci sono anch’io.
Non so che fine abbiano fatto gli altri. O come si possano sentire. Io parlo e scrivo per me. La frase di Maria è vera. Solo che bisogna capire perchè si scompare.
Si scompare perchè c’è una vita personale e professionale che impegna gran parte della giornata.
Si scompare perchè subentra lo scoraggiamento personale. Lo scoraggiamento che ti fa pensare che non vale la pena impegnarsi per la comunità che non ti ha preferito.
Beninteso, io ringrazio sempre e con il cuore in mano le 98 persone che mi hanno votato e verso le quali sento la responsabilità di non tirare i remi in barca.
Ma è difficile. Montoro Superiore ed il suo elettorato seguono logiche che, giuste o sbagliate che siano, sono difficili da digerire e da comprendere.
Si scompare perchè viene il dubbio di aver sbagliato tutto e di non aver capito il meccanismo politico, per cui viene facile da pensare “E’ meglio continuare a fare ciò che so fare”.
Qualche settimana dopo le elezioni, una persona abbastanza in vista nel montorese mi disse “Peppì, tu sei nato per scrivere, non per fare il politico”.
Non so se sia vero che sia nato per scrivere. Probabilmente no.
Ma sicuramente non sono nato per fare il politico, questo è poco ma sicuro. Sicuramente non sono nato per fare il politico di professione, o il politico dalla falsa promessa o della doppia faccia o, peggio, che ti sorride quando ti è di fronte ed è altrettanto pronto a pugnalarti quando è alle spalle.
Nessun riferimento personale, sia chiaro. Ma questo è il meccanismo: non c’è spazio per il libro “Cuore”, come sono solito dire ai miei amici. Non c’è spazio per il buonismo.
E allora, in questo scenario, chi ci ha messo – inutilmente – la faccia, il nome, l’impegno, il tempo e anche qualche soldo, inesorabilmente scompare, perchè viene meno la voglia, il tempo e la passione.
Potrà sembrare ingiusto, potrà sembrare illogico, potrà sembrare brutto, ma la realtà delle cose è questa, piaccia o non piaccia.