Cosa resta di un corso

by Giuseppe

Qualche mese fa scrivevo del corso “Rischi e pericoli di Internet”, tenuto presso la scuola media “F. Galiani” di Torchiati di Montoro Superiore (AV).

Il titolo del corso la dice lunga: si trattava di spiegare ai ragazzi (età 12/13 anni) quali sono i rischi ai quali si espongono navigando in Internet, chattando, interagendo sui social network e via discorrendo.
Il corso è stato tenuto da me, in qualità di tutor esterno, e dalla professoressa Daniela La Padula, con la collaborazione di Aniello Castiglione del dipartimento di informatica dell’Università degli Studi di Salerno.

Cosa resta di questo corso?

Innanzitutto, spero che resti qualcosa di positivo per i ragazzi. Mi auguro che, al di là degli spunti teorici, resti loro la consapevolezza che “in” e “su” Internet bisogna essere cauti e mai superficiali. Questo è il messaggio di fondo che abbiamo costantemente lanciato durante le settimane ed i mesi di corso. Spero che tale messaggio rimanga impresso nelle loro giovani e vivaci menti.

Spero inoltre che i ragazzi non si siano annoiati. 50 ore di corso non sono poche e non sempre è semplice tenere l’attenzione alta, soprattutto quando inizia a fare caldo. D’altronde, gli strumenti a disposizione mia e dell’insegnante non erano tantissimi ed abbiamo dovuto fare di necessità virtù, procurandoci da soli materiale cinematografico e didattico.

Non è stato sempre semplice organizzare le lezioni del venerdì pomeriggio e adesso posso anche scriverlo qui sul mio blog: prima di ogni lezione, io e la prof. La Padula ci sentivamo per organizzare le tre ore, in modo da cercare di coinvolgere il più possibile i ragazzi. A volte ci siamo riusciti in pieno, qualche altra volta l’attenzione è stata inferiore, ma credo che la cosa sia fisiologica.

Per quanto mi riguarda, a me resta molto. È stata la mia prima esperienza da tutor per ragazzi delle scuole medie. Ho esperienza di formazione ad enti ed aziende ma non mi ero mai cimentato con dei ragazzi.

L’esperienza è stata positiva: credo di aver stabilito dei buoni rapporti  e credo di essere riuscito a trasmettere i messaggi di cui parlavo prima. Certo, fra i ragazzi c’è chi si è “impegnato” di più e qualcun altro meno, ma questo era ampiamente preventivabile.

Credo che ricorderò a lungo i tratti caratteriali, dal più estroverso al più refrattario, dai più interessati ai più distratti, dai chiacchieroni a quelli che non spizzicavano una parola, da chi ha si è impegnato di più a chi invece scalpitava solo quando il monitor visualizzava la home page di Facebook…

Al di là di questi aspetti, comunque  l’esperienza è stata importante per capire dove sta andando il mondo della scuola. Miglior punto di osservazione non potevo avere: dall’interno si capiscono tantissime cose che da fuori non si immaginano neanche.

Ebbene, il fatto di aver collaborato con un’insegnante giovane e valida (e precaria, ma qui ci vorrebbe un post dedicato…) mi dà qualche fiammella di speranza per il futuro. La speranza che fra dieci anni, quando mio figlio andrà alle scuole medie, ci siano insegnanti volenterosi e valorosi come lei.

Per il resto, ho visto  quanto sia favolosamente complicato e burocratizzato il mondo dei PON e in generale quello della scuola. Il mio personale plauso va al segretario De Vita, persona capace e caparbia (non a caso viene dal mondo del lavoro privato….), che ha risolto i nodi che man mano si presentavano al pettine.

E siccome sono in vena di ringraziamenti, vado avanti a ricordare chi ci ha dato una mano.

Grazie ad Anna Maria Giaquinto, che ci ha dato un enorme aiuto nelle riprese dei cortometraggi, con professionalità e stile. Eravamo andati in difficoltà per le riprese,  lei ci ha letteralmente “soccorsi” con straordinaria generosità.

In attesa che il ministero dell’Interno dia un’autorizzazione, non posso ancora ringraziare pubblicamente un’altra persona che ci ha aiutato. Nota per i ragazzi del corso (lo so che qualcuno di voi viene a leggere!): la realizzazione del cortometraggio ritarda per via di questa autorizzazione, siate pazienti!

Grazie a chi ci ha aperto le porte di casa per consentirci di girare alcune scene, è un segno di grande sensibilità, ho apprezzato molto e desideravo affermarlo pubblicamente.

Infine, grazie a tutti i ragazzi, per l’interesse con cui hanno seguito il corso e perchè no, anche per la pazienza che qualche volta hanno avuto nel sopportarmi.