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Ho scoperto il “Metodo Kaizen” quasi per caso. Grazie al Kindle, mio prezioso strumento di lettura, verso la fine del 2013 ho acquistato il libro in formato ebook di Robert Maurer “Un piccolo passo può cambiarti la vita: Il metodo Kaizen applicato alla realtà  di tutti i giorni”.

“Kaizen” è un termine giapponese, significa “Cambiare per il meglio”. Il metodo è utilizzato principalmente nelle industrie e nelle aziende e nasce negli anni 80.

Mi ha colpito una qualità  importante di questo metodo: la semplicità . Si, la semplicità .
Nessuna ricetta complicata, nessun sistema di regole e strategie complesse da ricordare e da attuare.  Infatti, il principio di fondo è che partendo da semplici passi è possibile innescare un processo di miglioramento continuo e duraturo. I cambiamenti radicali sono complicati, molto meglio cominciare un processo di cambiamento con un “passettino” alla volta.

Esiste un’ampia letteratura sui meccanismi inconsci che ci portano a contrastare il cambiamento, quando questo è radicale. Ed è proprio per scardinare questo meccanismo inconscio che il metodo dei piccoli passi funziona: è rassicurante, non richiede enormi sforzi iniziali e soprattutto non pone obiettivi troppo ambiziosi nel breve periodo.
Due sono le frasi che mi sono particolarmente piaciute e che, con evidente sapienza di marketing, Maurer scrive all’inizio del suo libro:

I cambiamenti radicali sono come una corsa in salita su una ripida altura, il rischio è restare senza fiato prima di raggiungere la vetta, oppure di rinunciare ancor prima di partire, spaventati dal solo pensiero della fatica da compiere.

La seconda frase è famosissima:

Un viaggio lungo mille miglia comincia con un piccolo passo. 

Il problema è che spesso non compiamo nemmeno il primo, piccolo passo. Semplice, no?

[Foto: credits]