Old Trafford, il calcio è servito.
by Giuseppe
Domenica scorsa ho avuto occasione di vedere la partita a Manchester, in uno dei templi inglesi del calcio, l’Old Trafford.
È banale dirlo, ma va detto: gli Inglesi sono avanti anni luce rispetto a noi.
Sono arrivato allo stadio in taxi, ho mangiato un panino al volo prima di entrare. Per entrare, ho impiegato pochi secondi: nessuna fila, nessun controllo, nessuna perquisizione, nessun poliziotto in assetto da guerriglia urbana. Giusto il tempo di inserire il biglietto nella macchina elettronica e, voilà, entrato. Per sistemarmi nel mio posto numerato (e a sedere).
Ero a circa cinque metri dalla linea del fallo laterale. Vedevo i calciatori in faccia. Splendido, e splendida cornice di pubblico.
Famiglie, bambini, persone non più giovanissime. In Italia, il solo pensare di portare un bambino allo stadio fa venire l’urticaria.
Terminata la partita (per la cronaca, il Manchester United ha vinto 4-0 contro lo Stoke City), lo stadio si è svuotato in dieci minuti.
Fuori dallo stadio, poliziotti a cavallo e a piedi. Discreti, ma presenti. Visti all’opera: davanti ai miei occhi ho visto passare due inglesi palesemente ubriachi (e molesti), arrestati e ammanettati dalla polizia senza troppi fronzoli e – importante – senza usare manganellate.
Un pomeriggio di sano calcio. Aver visto da vicino una partita di Premier League mi ha fatto capire le differenze, abissali, di intendere il calcio fra Italia e Inghilterra. Loro hanno fatto passi da giganti, dopo le nefandezze degli anni ’80, noi abbiamo fatto passi da giganti, dagli anni ’80, ma in negativo.