Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Il calcio del futuro

Quest’uomo è Joseph Blatter.

Dal 1998 è presidente della FIFA. In sintesi, è uno degli uomini più potenti del calcio mondiale, se non il più potente.

Quest’uomo comanda le sorti del calcio mondiale. Poco importa se di tanto in tanto si concede qualche gaffe, come quando fu assente alla premiazione dell’Italia alla finale dei campionati del mondo, Germania 2006.

È refrattario a qualsiasi introduzione di elementi tecnologici nel calcio. Se fosse e se sarà per lui, continueremo a vedere gol fantasma, anche ai mondiali di calcio.

Ma la cosa a cui ho sempre pensato e che mi sono sempre chiesto è: come fa uno che non ha mai giocato a calcio a reggere le sorti del calcio mondiale?

Ministri

Aldo Brancher è stato nominato “Ministro per l’attuazione del federalismo”.
La Lega Nord, che ha sempre tuonato contro gli sprechi ed il proliferare dei costi della politica, non ha avuto proprio niente da ridire sulla nascita, dalla sera alla mattina, di un nuovo ministro.
Che ha i suoi trascorsi giudiziari e che è imputato di appropriazione indebita. Ma scommetto fin da ora 100 Euro che ci sarà il “legittimo impedimento” e che, quindi, il processo a suo carico slitterà, slitterà, slitterà…

Non ho più parole.

Spiagge.

Palinuro giugno 2010

Non so descrivere come è bello passeggiare su questa spiaggia alle 8 del mattino con mio figlio in braccio.
Lui guarda il mare incantato. Lo vede per la prima volta.
Continuo a camminare. Cammino a lungo. Quando mi accorgo di aver percorso un bel po’ di strada, decido che è arrivato il momento di tornare verso l’ombrellone.

E allora lui gira la testa di nuovo verso il mare. Continua a guardare, incantato dal movimento delle onde. Io mi incanto a guardare lui e il mare.

All’improvviso, Gabriele si muove di scatto per cercare la sua posizione preferita in braccio a me.

Io so cosa vuole quando fa così. Lo agevolo e lui si sistema per bene.
Un attimo dopo, dorme beato.

Infiaschiandosene di me, del mare e delle onde e del mio incanto.

La TV e la campana

La TV e la Campana per il vetro
Ho scattato questa foto il 4 giugno 2010 a Chiusa di Montoro Superiore (AV). Accanto al contenitore per la raccolta differenziata del vetro, fa bella mostra di sè un televisore.
Qualche minuto dopo, ho fatto vedere questa foto – scattata con il cellulare – ad alcuni miei conoscenti.
Le reazioni sono state le più disparate:

  • “è difficile smaltire rifiuti come questi nel nostro Comune”
  • “la gente ha difficoltà a capire come smaltire rifiuti simili”
  • “Con quello che paghiamo nel nostro Comune…”

Io credo invece che non bisogna cercare né alibi né scusanti. Questa foto rappresenta solo ed unicamente una grande inciviltà.

Esempi

Maria Luisa Busi“Oggi l’informazione del Tg1 è un’informazione parziale e di parte. Dov’è il Paese reale? Dove sono le donne della vita reale? Quelle che devono aspettare mesi per una mammografia, se non possono pagarla? Quelle coi salari peggiori d’Europa, quelle che fanno fatica ogni giorno ad andare avanti perché negli asili nido non c’è posto per tutti i nostri figli? Devono farsi levare il sangue e morire per avere l’onore di un nostro titolo.

E dove sono le donne e gli uomini che hanno perso il lavoro? Un milione di persone, dietro alle quali ci sono le loro famiglie. Dove sono i giovani, per la prima volta con un futuro peggiore dei padri? E i quarantenni ancora precari, a 800 euro al mese, che non possono comprare neanche un divano, figuriamoci mettere al mondo un figlio? E dove sono i cassintegrati dell’Alitalia? Che fine hanno fatto? E le centinaia di aziende che chiudono e gli imprenditori del nord est che si tolgono la vita perchè falliti? Dov’è questa Italia che abbiamo il dovere di raccontare? Quell’Italia esiste. Ma il tg1 l’ha eliminata. Anche io compro la carta igienica per mia figlia che frequenta la prima elementare in una scuola pubblica. Ma la sera, nel Tg1 delle 20, diamo spazio solo ai ministri Gelmini e Brunetta che presentano il nuovo grande progetto per la digitalizzazione della scuola, compreso di lavagna interattiva multimediale”.

Maria Luisa Busi, lettera affissa alla bacheca aziendale RAI, maggio 2010.

Una donna coraggiosa, non c’è che dire. Un esempio che molti pseudo giornalisti dovrebbero seguire, in quanto a personalità e carattere. Si è schierata apertamente e pubblicamente contro la linea editoriale del TG1 e ha deciso, qualche settimana fa, di non andare più in onda alle ore 20.

Peccato però. Era uno dei pochissimi motivi per cui guardavo di tanto in tanto il TG1.

Il laureato.

No, non parlo di Dustin Hoffman e della sua celeberrima interpretazione nel film “Il laureato”.
Stavolta prendo spunto da alcune letture recent e da commenti letti in rete per esprimere un mio giudizio personale sul laureato(a) in Scienze della Comunicazione e sul corso di Laurea.
Nello specifico, il mio giudizio si riferisce al corso di laurea presso l’università di Salerno e risente del fatto che io abbia conseguito la laurea nel lontano 1998, dodici anni fa.

Io fui il primo iscritto dell’anno accademico 1992/1993. Quell’anno, il corso di laurea veniva introdotto per la prima volta in diversi atenei italiani, mentre per Salerno era già il secondo anno.
Fu un anno tremendo: la prima lezione, Sociolinguistica, dovette essere rinviata di una settimana. L’aula che ci era stata destinata poteva contenere circa 150 persone, quando invece gli iscritti di quell’anno erano più di mille.
Dall’anno successivo, sarebbe stato istituito il numero chiuso: particolare che i docenti tenevano bene in considerazione quando uno come me, che non aveva effettuato alcun test di ammissione, si presentava agli esami.

Tanta teoria, ricordo. Anche troppa. Pratica, quasi zero. Leggi tutto »

CARE banche…

Nelle scorse settimane ho scoperto una cosa molto interessante.

Supponiamo di avere un conto corrente bancario e di avere un saldo attivo di Euro 10.000. Ti danno un assegno di 11.000 Euro intestato a te. Ovviamente, lo vai a versare, non te lo tieni mica in tasca, no?

Supponiamo di versarlo oggi, 19 maggio 2010. La valuta applicata dalla banca, ossia quando potrai disporre effettivamente dei soldi di questo assegno, è 22 maggio 2010. Quindi, oggi 19 maggio hai i tuoi 10.000 Euro; il 22 maggio disporrai di 21.000 Euro.

Supponiamo, però, che l’assegno risulti scoperto. Chi te l’ha dato non disponeva di 11.000 Euro sul suo conto. Ometto di scrivere ciò che succede successivamente, da un punto di vista tecnico bancario, all’assegno ed al tuo conto, non voglio annoiare nessuno.

Dicevo, l’assegno è scoperto, il tuo debitore va a coprirlo e – dopo dieci giorni – finalmente hai i soldi sul tuo conto.

Ma cosa è successo nel frattempo? È successo che il tuo conto abbia avuto saldo negativo per tre giorni e che la banca ti abbia addebitato le commissioni per questo sconfinamento (in genere, mai meno di 60 Euro).

Ricapitolando: hai 10.000 Euro tuoi sul tuo conto, versi un assegno (scoperto) di 11.000 Euro e per tre giorni vai sotto a -1.000 Euro…. Incredibile.

Morale della favola: se versi un assegno, assicurati di avere sul conto un importo superiore a quello dell’assegno, altrimenti incappi in storie come questa.
Se l’assegno che versi è di 11.000 Euro, assicurati di averne almeno 11.500 sul conto.

Altrimenti, il tuo conto va in rosso, se l’assegno dovesse risultare scoperto.
Ma le banche non dovevano aiutare l’economia?

Old Trafford, il calcio è servito.

Domenica scorsa ho avuto occasione di vedere la partita a Manchester, in uno dei templi inglesi del calcio, l’Old Trafford.
È banale dirlo, ma va detto: gli Inglesi sono avanti anni luce rispetto a noi.
Sono arrivato allo stadio in taxi, ho mangiato un panino al volo prima di entrare. Per entrare, ho impiegato pochi secondi: nessuna fila, nessun controllo, nessuna perquisizione, nessun poliziotto in assetto da guerriglia urbana. Giusto il tempo di inserire il biglietto nella macchina elettronica e, voilà, entrato. Per sistemarmi nel mio posto numerato (e a sedere).

Ero a circa cinque metri dalla linea del fallo laterale. Vedevo i calciatori in faccia. Splendido, e splendida cornice di pubblico.
Famiglie, bambini, persone non più giovanissime. In Italia, il solo pensare di portare un bambino allo stadio fa venire l’urticaria.

Terminata la partita (per la cronaca, il Manchester United ha vinto 4-0 contro lo Stoke City), lo stadio si è svuotato in dieci minuti.
Fuori dallo stadio, poliziotti a cavallo e a piedi. Discreti, ma presenti. Visti all’opera: davanti ai miei occhi ho visto passare due inglesi palesemente ubriachi (e molesti), arrestati e ammanettati dalla polizia senza troppi fronzoli e – importante – senza usare manganellate.

Un pomeriggio di sano calcio. Aver visto da vicino una partita di Premier League mi ha fatto capire le differenze, abissali, di intendere il calcio fra Italia e Inghilterra. Loro hanno fatto passi da giganti, dopo le nefandezze degli anni ’80, noi abbiamo fatto passi da giganti, dagli anni ’80, ma in negativo.