Eravamo quattro amici al pub
Dal 20 luglio 1992, giorno del mio esame orale alla maturità scientifica, sono trascorsi 18 anni. Dal primo giorno di liceo, 23 anni.
Vent’anni fa, Marco e Gaetano detto “Zed” erano facce quotidiane: compagni di classe, il secondo è stato mio compagno di banco, di “filoni” e di scorribande per tre anni.
Venerdì ci siamo incontrati per una birra insieme, insieme all’inseparabile, per me, amico Alfredo. Non è retorica se dico che il tempo sembrava non essere mai passato.
Abbiamo parlato di tutto. In quel tutto, abbiamo parlato poco dei vecchi ricordi. Si, ci siamo scambiati informazioni su persone che non vediamo da tempo immemore, ma è stato un attimo, non ci siamo soffermati poi tanto.
Non ci siamo chiesti a vicenda cosa facessimo professionalmente nella vita, non siamo scesi in dettagli sulle nostre attività. Ci interessava l’aspetto personale, umano, di amicizia, non se avessimo fatto carriera o se avessimo un conto cospicuo in banca.
Certo, a Marco brillavano gli occhi quando ci descriveva le tecniche per fare una buona birra, lui che è diventato un professionista del settore (a proposito, ottima per me la seconda birra che hai proposto, tieni a mente Marco!).
Certo, ritrovarmi soprattutto con quel compagno di scorribande come Zed dopo vent’anni e scoprirci entrambi papà e discutere sui nostri bambini mi fa un certo effetto… Soprattutto se penso che i nostri bambini non dovranno sapere cosa combinavano i loro genitori a diciotto anni… Come, per esempio, durante un viaggio in Francia nel 1992…
Io credo che la cosa più importante di venerdì sera sia stata la semplicità del nostro incontro. Poca retorica, tanto buonumore, il piacere di stare insieme, una buona birra, un locale semplice, le nostre piccole e grandi storie che si incrociavano.
Ed un pensiero sottile che faceva da sottofondo alla serata: vent’anni, dai tempi del liceo sono trascorsi vent’anni.
