Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Tag: Berlusconi

Non tutto è perduto.

Confesso: ero scettico e pessimista, prima di questa tornata elettorale di maggio 2011. Tornata che ha detto a chiare lettere che la gente è stanca di questo modo di fare politica ed è stanca di Berlusconi. Ma io non ero così convinto di un risultato punitivo per Berlusconi. Stavolta, però, non hanno vinto loro.

Non ho scritto prima per pura scaramanzia. Troppe volte ho visto l’autolesionismo della sinistra e le rimonte del Cavaliere, per cui non volevo scrivere prima di non aver visto i risultati.

Ho gioito all’elezione di De Magistris a Napoli e di Pisapia a Milano. Un’altra politica è possibile. Una politica alternativa ai vuoti proclami di un governo immobile da mesi e che ci sta trascinando in un baratro senza fine, per non dire delle figure becere che facciamo a livello internazionale (vedi il dialogo Berlusconi – Obama).

Forse non tutto è perduto. Anche la “gente” cambia idea e non è cieca. Il re è nudo e finalmente ce ne stiamo accorgendo. Milano ha voltato le spalle al capolista Berlusconi, che aveva detto che quello era un referendum sulla sua persona. Perso nettamente. E meritatamente.

Napoli ha scelto De Magistris con un plebiscitario 65%. De Magistris ha ricevuto i complimenti del leghista Flavio Tosi (sindaco di Verona), ieri 31 maggio 2011 a Ballarò.
Se un esponente di centro destra riesce a dare un giudizio obiettivo su un sindaco di uno schieramento avversario, il segnale è incoraggiante. Se un leghista riesce ad esprimere un giudizio obiettivo su un meridionale, il segnale è doppiamente incoraggiante (Tosi aveva già espresso giudizi favorevoli su De Luca, sindaco di Salerno).

Di strada ce n’è ancora tanta da fare, per recuperare una politica impegnata e concreta. Cioè, una politica lontana anni luce dal Berlusconismo dei proclami e delle chiacchiere e degli insulti. Ma i segnali ci sono.

E vengono per lo più da ambienti lontani dal centrodestra (che di centro ha ben poco ormai), dove l’appiattimento generale sulle posizioni del capo ha creato danni enormi.

E finalmente la “gente”, il “popolo”, lo vede, lo sente. E vota di conseguenza. Spero soltanto, per il bene del nostro amato belpaese, che non siano due anni di agonia politica, questi che ci separano dal 2013.

 

Stravolgimenti.

Non capirò mai il centrodestra italiano. Non capirò mai Berlusconi, oppure l’ho capito troppo bene e ormai non mi meraviglio più di niente.

Ha deciso di cacciare via Fini e altri “finiani”, incompatibili con la linea del PDL.
La loro incompatibilità è quella di non aver sostenuto Brancher ministro (a proposito: è stato condannato a due anni, qualcuno ne ha sentito parlare in TV?).
Di aver detto che “Mangano non è un eroe”, a differenza di quanto ha detto il senatore Dell’Utri. Di aver duramente polemizzato con il ministro Sandro Bondi sulla legalità, qualche settimana fa. E via dicendo. Gli episodi, recenti e meno recenti, sono numerosi.

I ministri indagati ed i sottosegretari per i quali pendono richieste d’arresto ottengono sempre, secondo una prassi consolidata, la solidarietà del presidente Berlusconi e di gran parte dell’esecutivo.

La Lega, che tante volte strilla ai quattro venti la propria indole legalitaria, di solito tace, in questi casi. Mai sentita una parola di condanna.

Dunque: chi è indagato, ottiene solidarietà. I mafiosi diventano eroi. Chi non è d’accordo con questo modo di fare, è un traditore.

Non è uno stravolgimento assurdo e paradossale?

Senza se e senza ma

Berlusconi colpito al volto: naso e denti rotti

Berlusconi colpito al volto: naso e denti rotti


Non c’è, ora, da fare nessun distinguo e nessuna precisazione. La violenza è violenza, punto e basta, né di destra, né di sinistra, né di matti, né di sani di mente.
Violenza è violenza e come tale va sempre condannata e respinta.
Non credo bisogna essere berlusconiani o di sinistra per provare sdegno nel guardare le immagini impietose di Berlusconi colpito al volto e sanguinante.
Colpire Berlusconi al volto è un atto vile e barbarico, indegno di un paese civile.
Onestamente, non so come si faccia a essere contenti di tutto ciò (è il caso dei gruppi su Facebook). Se si esulta quando un uomo politico viene colpito al volto, stiamo messi proprio male.

Perfettamente d’accordo!

Povera Italia, con un sistema informativo come questo.
Silvio Berlusconi, 4 settembre 2009

Egregio Presidente del Consiglio, per una volta e mai come stavolta sono perfettamente d’accordo.
Certo ci sarebbe una piccolissima questione da dirimere, ossia di chi è la colpa di tutto ciò, ma questi sono dettagli irrilevanti…

Accordo Alitalia?

Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta, 
non donna di province, ma bordello!
[Dante Alighieri, "Divina Commedia", Purgatorio, canto VI, 76-78]

Questione di priorità.

Da tempo non scrivo di politica.
Con buone motivazioni: siamo passati dal governo di centrosinistra, con i governanti che partecipavano ai consigli dei Ministri la sera e al mattino dopo manifestavano contro il governo, al governo Berlusconi, che, con tutti i guai che ha il nostro paese, ha prima di tutto pensato al lodo Alfano, al salva processi, alla legge contro le intercettazioni, alle bordate contro i magistrati.

Nel frattempo, il sistema Italia va a fondo. Mentre il nostro sistema politico discute di cose di poco conto, gli altri paesi fanno sul serio. Questa estate ho visitato tre grandi città europee: Barcellona, Lisbona e Parigi. E sono tornato desolato in Italia: tutti stanno meglio di noi.

Parigi è anni luce avanti a noi. 14 linee di metropolitana dicono tutto. Dall’albergo dov’ero all’aeroporto, tutto il percorso era in metro. Barcellona non è anni luce avanti a noi, ma fra qualche anno lo sarà. E’ pulita, efficiente, bella, vivibile. Giusto per dare una misura, cinque modernissime linee di metropolitana, quasi tutte con treni con aria condizionata.

Lisbona non è moderna ed efficiente come le altre due, ma anch’essa ha le sue quattro linee di metropolitana, un sistema di trasporti relativamente efficiente, prezzi e costo della vita “umani”.

Niente di tutto ciò in Italia.
Mi chiedo quali siano le priorità, visto che perdiamo in competitività ogni giorno, visto che le altre nazioni ci stanno ormai surclassando ma noi, allegramente, continuiamo questa assurda farsa. Mi chiedo se questa classe politica si renda conto di quanti danni stia provocando al paese. E se ci sarà più un’informazione degna di tale nome che renda pubblico lo sfascio di questi anni.

Politica e sbadigli.

Confesso: da quando è cominciata la campagna elettorale, non sono riuscito a vedere per più di quindici minuti un dibattito televisivo.
Le mie reazioni ai vari dibattiti televisivi serali (Matrix, Porta a porta e affini) sono ormai, ahimè, standard: o cambio canale, o mi addormento. Non mi arrabbio neanche più. Non ne vale la pena.
Ieri sera, Pierferdinando Casini a Matrix. Prima ha litigato un po’ con Mentana, poi – probabilmente – avrà cominciato a parlare di politica. Non lo so con sicurezza. Mi sono addormentato dopo qualche minuto.
Ugualmente, la tolleranza ad altri politici, fra cui Veltroni, non ha mai superato i dieci minuti.
Stamattina, alle 07:45, Berlusconi a Omnibus su LA7. Ho ascoltato per cinque minuti il Silvio nazionale, senza voce. Poi ho spento il televisore e sono uscito di casa. Senza alcun rimpianto.

Mi viene voglia, per la prima volta in vita mia, di non andare a votare o di scarabocchiare la scheda per farla annullare.

L’Expo, i meriti e le colpe.

Milano si è aggiudicata l’Expo del 2015.
Grande gioia, bipartisan. Grande orgoglio. Beh, una buona notizia ci voleva proprio.
Tutti unanimemente concordi nella gioia e nella constatazione che finalmente l’Italia si segnala, dopo un po’ di tempo, per eventi positivi.
Tutti felici. Tutti concordi. Tranne uno. Silvio Berlusconi.
Il presidente Berlusconi ha additato, negli ultimi tempi, tutti i mali d’Italia a Prodi.
Inflazione su? Colpa di Prodi. Alitalia in crisi? Colpa di Prodi. Economia sterile? Colpa di Prodi. Prezzi alle stelle? Colpa di Prodi. L’immondizia? Colpa di Prodi. Piove? Colpa di Prodi.

Presidente Berlusconi, lei ha governato per cinque anni negli ultimi sette anni. Ha avuto numeri alla Camera ed al Senato che le hanno consentito di governare come meglio credeva.
Nessuno le ha potuto mettere alcun bastone fra le ruota. Quindi, se il paese va così male come lei dice, lei ha le sue grandi responsabilità, visto che – lo riscrivo – negli ultimi sette anni lei ha governato per cinque.

Prodi ha tutte le colpe del mondo (secondo lei).
Mi sembra alquanto contraddittorio. Se tutto va male, la colpa è di Prodi.
Se qualcosa va bene, Prodi non ha alcun merito. Non condivido per niente.