Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Tag: diritti-umani

CPT, ovvero lager italiani.

Ho letto il libro di Marco Rovelli “Lager Italiani”, edito da BUR (vedi scheda).
Confesso un mio cruccio. Leggere i libri della collana “FuturoPassato” di BUR (Biblioteca Universale Rizzoli) mi fa incazzare sempre. Ho letto “L’Amico degli Amici” e “Regime” di Travaglio e Gomez, ho letto “Intoccabili“. Ogni volta, un’indignazione crescente. Ogni volta, ogni lettura, un senso di smarrimento. Possibile che in Italia accada anche questo? Leggi tutto »

Amnesty, rapporto 2006.

È stato pubblicato il rapporto annuale 2006 di Amnesty International. Come al solito, fa accapponare la pelle.
È inoltre molto triste ciò che viene riportato per l’Italia (vedi). Brutalità, centri di detenzione per immigrati ai limiti del collasso, assenza di collaborazione con la Corte penale internazionale: non si tratta di un bel quadro.

Il rapporto si focalizza molto sui centri di accoglienza per gli immigrati; al proposito, consiglio di dare un’occhiata allo splendido articolo di Fabrizio Gatti, inviato de “L’Espresso”, che volle verificare di persona cosa significa essere un immigrato in un centro di accoglienza del Bel Paese.

Destinazione tortura.

Aerei di linea. Apparentemente. Con passeggeri. Americani e non Americani. Volano in molte parti del mondo.
A volte, però, sono aerei particolari.
Sono affittati dalla CIA. Trasferiscono persone che vanno incontro alla tortura. In nome della guerra al terrorismo. Senza nessuna garanzia di diritto, in barba alle leggi nazionali, anche le nostre.

“L’amministrazione Usa ha cercato di aggirare il divieto assoluto di tortura e di maltrattamenti in molti modi. Da ultimo, sta manipolando i regolamenti commerciali per poter trasferire prigionieri in violazione del diritto internazionale. Ciò dimostra fino a che punto gli Usa si stanno spingendo per nascondere questi sequestri” – ha dichiarato Irene Khan, Segretaria generale di Amnesty International.

Per maggiori dettagli, il rapporto in italiano di Amnesty International è qui, mentre il rapporto completo in lingua inglese non è raggiungibile, non so perchè.

Informazione negata.

Ho pubblicato spesso e volentieri qualcosa sui diritti umani negati.
Lo faccio anche oggi, segnalando due casi che hanno a che fare con la comunicazione.

Il primo è relativo alla Cina, che oltre ad avere un tasso spaventoso di crescita economica è attentissima a reprimere duramente ogni minimo spiraglio di libertà d’opinine. E cosi accade che un insegnante di 28 anni venga condannato a 10 anni di carcere per uno scritto su Internet relativo alla democrazia (vedi articolo).

Il secondo è relativo alla Tunisia. Ci sono stato questa estate e non sono stato capace di cogliere quanto viene esposto in questo rapporto di Amnesty International. Confesso: non lo sapevo e ci sono rimasto male. Credevo che la Tunisia fosse più liberale, e avevo creduto di aver visitato un paese in crescita da questo punto di vista, ma evidentemente mi ero sbagliato.

“Nessuno verrà a salvarci”.

Locandina di Hotel RwandaÈ una delle affermazioni tragicamente dure che Paul Rusesabagina, direttore di un albergo in Rwanda, rivolge agli ospiti del suo albergo.

Siamo nel 1994, in Rwanda, precisamente a Kigali, Hotel “Mille Collines”. Il film del quale sto scrivendo è il bellissimo “Hotel Rwanda” (vedi scheda), visto sabato scorso in DVD (il film è del 2004).
Paul Rusesabagina è il direttore dell’albergo ed è di etnìa Hutu. Gli Hutu, in Rwanda, stanno perpetrando un genocidio ai danni dei Tutsi. Il paese è sconvolto dalla guerra civile, fra bande, soldati, ufficiali corrotti e un clima di violenza diffusa e generalizzata.

Paul sa che gli ospiti del suo albergo sono di tre “tipi”: Hutu, Tutsi e Stranieri. Gli stranieri verranno tutti evacuati e portati in salvo dai caschi blu dell’Onu. Quando i militari occidentali arrivano in forze nell’albergo, tutti gli ospiti, inclusi i Tutsi, credono di essere in salvo. Leggi tutto »

Diritti umani negati.

Sono venute alla luce prove che dimostrerebbero come l’amministrazione [...] avesse autorizzato tecniche di interrogatorio proibite dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. A [...] sono iniziate le udienze preliminari di fronte alla commissione militare, ma sono poi state sospese in attesa della sentenza di una corte federale [...]. [...] più di quaranta persone sono decedute dopo che erano state colpite con un taser dalla polizia, sollevando preoccupazioni sulla reale sicurezza di queste armi. La pena di morte ha continuato a essere comminata e vi sono state esecuzioni.

Ho estratto questo brano dal rapporto annuale di Amnesty International. Dove vedi le parentesi con i puntini, vuol dire che ho deliberatamente tagliato parti del brano che possano far capire di quale Stato del mondo si stia parlando.

No, non è uno stato africano. Nemmeno islamico e nemmeno della Cina. Si parla Leggi tutto »