Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Tag: film

Dedicato a tutti quelli che…

“Mediterraneo”: il film di Gabriele Salvatores che vinse l’oscar come miglior film straniero nel 1992.

Lo vidi per la prima volta nel 2002, in DVD, sul mio notebook.
Un modo indegno di vedere un film del genere, lo so. Ma non contava molto il “come”; importante era che l’avessi visto, quel film di cui avevo spesso sentito parlare.

Mi piacque subito. Nella mia personale classifica dei film più belli, Mediterraneo è al terzo posto. Mi colpirono l’atmosfera malinconica e “sfumata” del film, oltre alla straordinaria ambientazione in un’isola greca.

Pochi personaggi, semplici; malgrado l’ambientazione negli anni della seconda guerra mondiale, essi potrebbero tranquillamente essere personaggi dei nostri giorni. Con alcuni dialoghi davvero straordinari.

“Mediterraneo”, il DVD originale. Il mio caro amico me lo chiese una volta. Aveva visto il film e gli era piaciuto, voleva rivederlo. E io ovviamente glielo prestai.

Conoscendo il tipo, ero sicuro che di lì a qualche giorno il DVD sarebbe ritornato a casa mia. Gli chiesi scherzando ”Lo sai che secondo la legge di Murphy il modo migliore per ottenere la restituzione di un libro o di un film prestato è acquistarlo di nuovo?”

Ma non era ovviamente il suo caso e lo sapevamo entrambi. Dopo un mese, però, il DVD era ancora nelle sue mani.
“Sai ieri sera ho rivisto Mediterraneo”…
Non contai le volte che udii questa frase. Non ricordo nemmeno dopo quanto tempo mi restituì il DVD.

“Quante volte l’hai visto?” gli chiesi. “Ah non so, almeno una quindicina”, mi rispose.
Conosceva ormai a memoria le battute migliori. E si divertiva a citarle, specialmente quelle del sergente Lorusso (Diego Abatantuono).

So che, successivamente, comprò a sua volta il DVD originale del film.

Magari per vederlo tante altre volte e per incantarsi nuovamente a vedere l’isola greca di Castellorizzo ed il suo mare.
A vedere i militari italiani che dimenticano completamente di essere in guerra.
A riascoltare la colonna sonora di Bigazzi.
A riassaporare la vena nostalgica e malinconica che pervade il film.

Anch’io ho visto più volte “Mediterraneo”. L’ultima volta è stata nel 2008, credo. Da allora, non ho mai più avuto la forza di rivederlo.
Già in tempi normali il film mi rendeva malinconico e nostalgico. Dal 2008 in poi, rivederlo mi avrebbe sicuramente intristito e ricordato troppe cose.

E allora è meglio di no, meglio lasciare il DVD dov’è.

Anche se, di tanto in tanto, come un sussurro udito da lontano, mi ritorna in mente la frase di chiusura del film:

“Dedicato a tutti quelli che stanno scappando”.

I miei film.

Ci pensavo ieri sera: pubblicare qui la classifica dei 10 film più belli secondo me.
Nessun criterio di giudizio: ho seguito solo il mio gusto personale.

  1. Schindler’s List (Steven Spielberg, 1993)
  2. Il Padrino (Francis Ford Coppola, 1972)
  3. Mediterraneo (G. Salvatores, 1991);
  4. La strada (F. Fellini, 1954);
  5. Il Buono, il Brutto, il Cattivo (S. Leone, 1966);
  6. Mimì metallurgico ferito nell’onore (L. Wertmuller, 1972);
  7. Pulp Fiction (Q. Tarantino, 1994);
  8. Hotel Rwanda (T. George, 2004);
  9. Il Padrino II (F.F. Coppola, 1974);
  10. Ritorno al futuro (R. Zemeckis, 1985).

“Te so visto”.

Locandina del film “Te so visto”, dice con aria minacciosissima Tonino (Sergio Rubini) a Luigi (Fabrizio Bentivoglio) prima di una processione religiosa.
“Te so visto”. Il brutto e cattivo Tonino ha visto con i propri occhi Luigi che si immischiava nei propri affari. Un attimo dopo, Tonino gli molla un morso sull’orecchio, minacciandolo: “Pure a Milano ti vengo a pigliare!”
È uno dei molti momenti intensi del film “La Terra” di Sergio Rubini. Il film è ambientato in Puglia e ruota intorno alla storia di quattro fratelli molto diversi tra di loro, alle prese con la spartizione controversa di un’eredità, della “Terra”, appunto. Accanto a loro, ruotano personaggi tipici del meridione d’Italia, come il signorotto, mezzo delinquente, locale, arricchitosi con metodi molto loschi.

Uno spaccato dell’Italia del Sud, o meglio, di una parte del Sud. Il film è ben recitato e ben diretto da Rubini, anche se alcuni momenti mi sembrano scenicamente deboli (la scoperta dell’assassino di Tonino, ad esempio) ed anche il finale non mi sembra molto realistico.
Non lo rivelo, ovviamente, perchè non voglio essere mandato a quel paese da chi legge questa mia personalissima recensione, ma posso tranquillamente dire che una storia come quella de “La terra”, nel 99% dei casi, non finisce come finisce nel film.

Globalmente, un bel film, gli darei un 7+.
Sono un po’ di parte. Lo so. Nel senso che vivo nel sud Italia e riesco a percepire alcune sfumature meglio rispetto ad una persona del nord Italia, ma – in ogni caso – vale la pena di vedere film come questo invece dei sanguinosissimi film in uscita in questi giorni (uno fra tutti, Hostel).
Questione di gusti, ovviamente.

“Nessuno verrà a salvarci”.

Locandina di Hotel RwandaÈ una delle affermazioni tragicamente dure che Paul Rusesabagina, direttore di un albergo in Rwanda, rivolge agli ospiti del suo albergo.

Siamo nel 1994, in Rwanda, precisamente a Kigali, Hotel “Mille Collines”. Il film del quale sto scrivendo è il bellissimo “Hotel Rwanda” (vedi scheda), visto sabato scorso in DVD (il film è del 2004).
Paul Rusesabagina è il direttore dell’albergo ed è di etnìa Hutu. Gli Hutu, in Rwanda, stanno perpetrando un genocidio ai danni dei Tutsi. Il paese è sconvolto dalla guerra civile, fra bande, soldati, ufficiali corrotti e un clima di violenza diffusa e generalizzata.

Paul sa che gli ospiti del suo albergo sono di tre “tipi”: Hutu, Tutsi e Stranieri. Gli stranieri verranno tutti evacuati e portati in salvo dai caschi blu dell’Onu. Quando i militari occidentali arrivano in forze nell’albergo, tutti gli ospiti, inclusi i Tutsi, credono di essere in salvo. Leggi tutto »

La prima recensione.

Inauguro la categoria “Recensioni” all’interno del mio blog.

La locandina del filmComincio con la recensione del film che ho visto sabato scorso al cinema, “Notte prima degli Esami” (vedi scheda).
La storia è semplice e lineare: siamo nel 1989, un gruppo di ragazzi si accinge ad affrontare gli esami di maturità, fra amori impossibili e storie improbabili.
Il film scivola via veloce; avevo voglia di vedere qualcosa di leggero, sabato scorso. Questo film ha accontentato la mia voglia di leggerezza. La storia di un esame di maturità, affrontato nel 1989, non può lasciare indifferente chi, come me, si è diplomato più o meno in quegli anni.

Mi sono immedesimato in alcune scene, come – credo – molte persone all’interno della sala; alla fine, c’è stato anche un abbozzo di applauso, cosa a cui non mi capitava di assistere da tempo.
Il film, dicevo, è leggero e divertente; non siamo comunque in presenza di un capolavoro del cinema. Mi sono sembrati bravi gli attori, molti dei quali giovanissimi ed è troppo facile dire che Faletti interpreta bene il ruolo della “carogna”.
Alla fine, non vince il buonismo e questo mi ha meravigliato non poco.
Sostanzialmente, darei un 7 meno al film. Mi è piaciuto, anche se devo concludere con una critica alla selezione delle canzoni che compongono la colonna sonora del film. Altrove ho letto commenti entusiastici, ebbene io ho da ridire non sulla qualità delle canzoni selezionate (quasi tutte molto belle), ma su un certo anacronismo.
Due brani dei Duran Duran, Wild Boys e Save a prayer; uno degli Europe, The final countdown, più svariati altri. Ebbene, il film è ambientato nel 1989, cioè quando i Duran Duran erano ormai quasi eclissati e gli Europe erano scomparsi del tutto. I brani citati sono, rispettivamente, del 1984 (Wild Boys, contenuto nell’album Arena); Save a prayer è contenuta nell’album Rio del 1982, mentre The Final Countdown uscì tra il 1986 ed il 1987. Lamette di Donatella Rettore è del 1982. Cosa resterà degli anni 80 di Raf è l’unica del 1989. Magari un po’ di attenzione in più non guastava, ma il film resta gradevole malgrado questo leggero peccato.