Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Tag: governo

Questione di priorità.

Da tempo non scrivo di politica.
Con buone motivazioni: siamo passati dal governo di centrosinistra, con i governanti che partecipavano ai consigli dei Ministri la sera e al mattino dopo manifestavano contro il governo, al governo Berlusconi, che, con tutti i guai che ha il nostro paese, ha prima di tutto pensato al lodo Alfano, al salva processi, alla legge contro le intercettazioni, alle bordate contro i magistrati.

Nel frattempo, il sistema Italia va a fondo. Mentre il nostro sistema politico discute di cose di poco conto, gli altri paesi fanno sul serio. Questa estate ho visitato tre grandi città europee: Barcellona, Lisbona e Parigi. E sono tornato desolato in Italia: tutti stanno meglio di noi.

Parigi è anni luce avanti a noi. 14 linee di metropolitana dicono tutto. Dall’albergo dov’ero all’aeroporto, tutto il percorso era in metro. Barcellona non è anni luce avanti a noi, ma fra qualche anno lo sarà. E’ pulita, efficiente, bella, vivibile. Giusto per dare una misura, cinque modernissime linee di metropolitana, quasi tutte con treni con aria condizionata.

Lisbona non è moderna ed efficiente come le altre due, ma anch’essa ha le sue quattro linee di metropolitana, un sistema di trasporti relativamente efficiente, prezzi e costo della vita “umani”.

Niente di tutto ciò in Italia.
Mi chiedo quali siano le priorità, visto che perdiamo in competitività ogni giorno, visto che le altre nazioni ci stanno ormai surclassando ma noi, allegramente, continuiamo questa assurda farsa. Mi chiedo se questa classe politica si renda conto di quanti danni stia provocando al paese. E se ci sarà più un’informazione degna di tale nome che renda pubblico lo sfascio di questi anni.

De profundis.

“L’atto finale di una crisi ridicola”. Così scrive Curzio Maltese nel suo articolo di analisi, su Repubblica di oggi.
Dopo la munnezza a Napoli, dopo la sceneggiata della mancata visita del Papa all’Università di Roma, dopo il terremoto giudiziario che ha coinvolto l’UDEUR, dopo le dimissioni del ministro Mastella, dopo i 5 anni comminati al presidente della Regione Sicilia Cuffaro, ecco la scena finale. I parlamentari ed i Senatori dell’UDEUR non sosterranno più il governo. Il cetrodestra, agonizzante fino all’altro ieri, ha ripreso fiato.
Cito sempre dall’articolo di Maltese:

Nel mezzo di una crisi dei mercati globali che proietta incubi da Grande Depressione, l’Italia piomba nel caos per il voltafaccia di un partitino a conduzione familiare radicato nell’area di Ceppaloni.

Come siamo messi male. Io non ho più fiducia in queste istituzioni ed in questi uomini politici.
Chi ci salverà?

Giustizia è fatta.

Alla fine hanno vinto “loro”.
Al giudice De Magistris è stata “avocata” (ma che bella parola) l’indagine “Why Not”, ossia l’indagine sul finanziamento illecito ai partiti, truffa e abuso d’ufficio.
Prima volevano trasferirlo, e non ci sono riusciti. Poi l’inchiesta è salita di tiro, e allora gliel’hanno tolta. Per “incompatibilità”. Complimenti a tutti i protagonisti.
Nel governo, nessuno dice mezza parola. Non parla il presidente Prodi, non parla Rutelli, non parla Fassino, non parla D’Alema. Soltanto Di Pietro ha avuto il coraggio di dire che questa è la “fine dello stato di diritto“.
Ho creduto a lungo che, in tema di giustizia, il governo Berlusconi fosse stato il peggior governo che abbiamo mai avuto.
Devo ricredermi. Purtroppo.

Numeri (parte seconda).

162 voti a favore. Maggioranza necessaria al senato: 160 voti. 2 voti in più. Wow.
Con questi numeri,  non so come farà il governo Prodi a tenere testa a quanti, nella sua coalizione, lottano per sfasciare tutto.
Ciò che è andato in scena in questi giorni è uno spettacolo triste: una conta dei voti secondo me indegna di un paese incivile. Senatori a vita, Senatori che vivono all’estero e Senatori dissidenti decidono le sorti di un paese. Uno spettacolo triste.
Adesso si discute della modifica della legge elettorale. “Una porcata”, ricordate chi la definì tale? Una legge assurda che ha mortificato il volere di tutti gli elettori che, più di dieci anni fa, votarono inequivocabilmente per un sistema elettorale maggioritario e nominale.
Bene, comunque: cambiate questa legge immonda. Io voglio votare una persona, non una lista decisa da un partito, la prossima volta che voteremo.
Perchè mi sa che non occorrerà troppo tempo, per tornare alle urne, e lo scrivo con molta amarezza.

Numeri.

Quelli che contano
Speriamo che domani nessuno abbia il raffreddore, al Senato.

Immagine tratta da “Il Manifesto

Governo battuto sulla politica estera al Senato.

Tutti a casa

Il governo Prodi è stato battuto al Senato (158 voti favorevoli alla mozione D’Alema, ne occorrevano 160).
Senza numeri e con compagni di viaggio inaffidabili non si può governare.