Contro la legge bavaglio.

Scendono in piazza in 40.000. In Italia sono 110.000 in totale, quindi un buon 40% era alla manifestazione dello scorso 28 ottobre per chiedere mezzi e risorse.
Nel 2007, fecero un’analoga manifestazione contro il governo Prodi. Erano molti meno di adesso, ma l’informazione Mediaset dedicò loro ampio spazio.
Ora, spazio quasi zero. Anzi, zero. Lo dice il portavoce di questa categoria. Non lo dico io.
E sempre il portavoce di questa categoria Leggi tutto »
Povera Italia, con un sistema informativo come questo.
Silvio Berlusconi, 4 settembre 2009
Egregio Presidente del Consiglio, per una volta e mai come stavolta sono perfettamente d’accordo.
Certo ci sarebbe una piccolissima questione da dirimere, ossia di chi è la colpa di tutto ciò, ma questi sono dettagli irrilevanti…
Se non si è di sinistra a vent’anni e di destra a cinquanta, non si è capito nulla della vita.
E. Flaiano
Lo diceva Ennio Flaiano più di trent’anni fa. Io ho trentasei anni, quindi fate un po’ voi, o mi sto trasferendo gradualmente a destra o non ho capito niente della vita…
In realtà, non so dove stare. Lo scrivo subito (e chi mi conosce lo sa): il mio orientamento politico è, moderatamente, di sinistra. Il che non vuol dire “comunista”.
“Comunista”, appellativo che la propaganda berlusconiana (e dei seguaci) tende a dare a chiunque non sia allineato alle idee ed ai pensieri del capo.
Dunque, assodato che non sono “comunista” ma moderatamente di sinistra, sto cercando un “centro di gravità” politico che mi rappresenti. Non riesco a trovarlo ancora. So con chi non starei mai, ma non ho deciso ancora con chi schierarmi.
E quindi, per ritornare al titolo del blog, “Se non si è di sinistra a vent’anni e di destra a cinquanta”, a trentasei anni come si dovrebbe essere, nell’Italia (di destra) di oggi?
Ho pubblicato spesso e volentieri qualcosa sui diritti umani negati.
Lo faccio anche oggi, segnalando due casi che hanno a che fare con la comunicazione.
Il primo è relativo alla Cina, che oltre ad avere un tasso spaventoso di crescita economica è attentissima a reprimere duramente ogni minimo spiraglio di libertà d’opinine. E cosi accade che un insegnante di 28 anni venga condannato a 10 anni di carcere per uno scritto su Internet relativo alla democrazia (vedi articolo).
Il secondo è relativo alla Tunisia. Ci sono stato questa estate e non sono stato capace di cogliere quanto viene esposto in questo rapporto di Amnesty International. Confesso: non lo sapevo e ci sono rimasto male. Credevo che la Tunisia fosse più liberale, e avevo creduto di aver visitato un paese in crescita da questo punto di vista, ma evidentemente mi ero sbagliato.
Mentre le vignette offensive per l’Islam stanno provocando disordini e sommosse, dall’altra parte del globo accade che un giornalista sia pestato a morte da un gruppo di poliziotti per aver criticato una norma sui motorini.
È quanto accaduto in Cina, Stato notoriamente all’avanguardia nella censura con ogni mezzo.
Per quanto riguarda le vignette, invece, le ritengo ovviamente fuori luogo e offensive, ma mi sembra che il fragore delle manifestazioni sia frutto di una regia precisa.
Cina e sommosse in nome dell’Islam: nel primo e nel secondo caso, viene tirata in ballo la libertà di informazione. Soffocata nel caso cinese, sbandierata ed abusata nel caso delle vignette.
In tema di libertà dell’informazione c’è ancora tanta strada da percorrere.