Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Tag: Prodi

L’Expo, i meriti e le colpe.

Milano si è aggiudicata l’Expo del 2015.
Grande gioia, bipartisan. Grande orgoglio. Beh, una buona notizia ci voleva proprio.
Tutti unanimemente concordi nella gioia e nella constatazione che finalmente l’Italia si segnala, dopo un po’ di tempo, per eventi positivi.
Tutti felici. Tutti concordi. Tranne uno. Silvio Berlusconi.
Il presidente Berlusconi ha additato, negli ultimi tempi, tutti i mali d’Italia a Prodi.
Inflazione su? Colpa di Prodi. Alitalia in crisi? Colpa di Prodi. Economia sterile? Colpa di Prodi. Prezzi alle stelle? Colpa di Prodi. L’immondizia? Colpa di Prodi. Piove? Colpa di Prodi.

Presidente Berlusconi, lei ha governato per cinque anni negli ultimi sette anni. Ha avuto numeri alla Camera ed al Senato che le hanno consentito di governare come meglio credeva.
Nessuno le ha potuto mettere alcun bastone fra le ruota. Quindi, se il paese va così male come lei dice, lei ha le sue grandi responsabilità, visto che – lo riscrivo – negli ultimi sette anni lei ha governato per cinque.

Prodi ha tutte le colpe del mondo (secondo lei).
Mi sembra alquanto contraddittorio. Se tutto va male, la colpa è di Prodi.
Se qualcosa va bene, Prodi non ha alcun merito. Non condivido per niente.

Grazie di cuore.

Clemente MastellaLamberto Dini

Il governo Prodi è caduto. 161 voti contro e 156 a favore, ieri sera al Senato.
Grazie.

De profundis.

“L’atto finale di una crisi ridicola”. Così scrive Curzio Maltese nel suo articolo di analisi, su Repubblica di oggi.
Dopo la munnezza a Napoli, dopo la sceneggiata della mancata visita del Papa all’Università di Roma, dopo il terremoto giudiziario che ha coinvolto l’UDEUR, dopo le dimissioni del ministro Mastella, dopo i 5 anni comminati al presidente della Regione Sicilia Cuffaro, ecco la scena finale. I parlamentari ed i Senatori dell’UDEUR non sosterranno più il governo. Il cetrodestra, agonizzante fino all’altro ieri, ha ripreso fiato.
Cito sempre dall’articolo di Maltese:

Nel mezzo di una crisi dei mercati globali che proietta incubi da Grande Depressione, l’Italia piomba nel caos per il voltafaccia di un partitino a conduzione familiare radicato nell’area di Ceppaloni.

Come siamo messi male. Io non ho più fiducia in queste istituzioni ed in questi uomini politici.
Chi ci salverà?

Giustizia è fatta.

Alla fine hanno vinto “loro”.
Al giudice De Magistris è stata “avocata” (ma che bella parola) l’indagine “Why Not”, ossia l’indagine sul finanziamento illecito ai partiti, truffa e abuso d’ufficio.
Prima volevano trasferirlo, e non ci sono riusciti. Poi l’inchiesta è salita di tiro, e allora gliel’hanno tolta. Per “incompatibilità”. Complimenti a tutti i protagonisti.
Nel governo, nessuno dice mezza parola. Non parla il presidente Prodi, non parla Rutelli, non parla Fassino, non parla D’Alema. Soltanto Di Pietro ha avuto il coraggio di dire che questa è la “fine dello stato di diritto“.
Ho creduto a lungo che, in tema di giustizia, il governo Berlusconi fosse stato il peggior governo che abbiamo mai avuto.
Devo ricredermi. Purtroppo.

Coerenza ed Afghanistan.

Oggi si vota il finanziamento della missione militare italiana in Afghanistan.
L’Ulivo coerentemente voterà a favore, con le solite coerenti eccezioni.
Il centrodestra, fautore dell’intervento in Afghanistan (e non solo), coerentemente con sé stesso si asterrà.
Casini coerentemente voterà a favore. Il centrodestra è, coerentemente, contro Casini. Casini però dice, coerentemente, che se l’Ulivo non arriva a 158 voti, è meglio che Prodi vada a casa e si vada a votare.
OK, andiamo allegramente e con coerenza a votare di nuovo.
Ma a votare chi?

Numeri (parte seconda).

162 voti a favore. Maggioranza necessaria al senato: 160 voti. 2 voti in più. Wow.
Con questi numeri,  non so come farà il governo Prodi a tenere testa a quanti, nella sua coalizione, lottano per sfasciare tutto.
Ciò che è andato in scena in questi giorni è uno spettacolo triste: una conta dei voti secondo me indegna di un paese incivile. Senatori a vita, Senatori che vivono all’estero e Senatori dissidenti decidono le sorti di un paese. Uno spettacolo triste.
Adesso si discute della modifica della legge elettorale. “Una porcata”, ricordate chi la definì tale? Una legge assurda che ha mortificato il volere di tutti gli elettori che, più di dieci anni fa, votarono inequivocabilmente per un sistema elettorale maggioritario e nominale.
Bene, comunque: cambiate questa legge immonda. Io voglio votare una persona, non una lista decisa da un partito, la prossima volta che voteremo.
Perchè mi sa che non occorrerà troppo tempo, per tornare alle urne, e lo scrivo con molta amarezza.

Numeri.

Quelli che contano
Speriamo che domani nessuno abbia il raffreddore, al Senato.

Immagine tratta da “Il Manifesto

Governo battuto sulla politica estera al Senato.

Tutti a casa

Il governo Prodi è stato battuto al Senato (158 voti favorevoli alla mozione D’Alema, ne occorrevano 160).
Senza numeri e con compagni di viaggio inaffidabili non si può governare.