Giuseppe Giaquinto

Il blog (quasi) personale volutamente senza effetti speciali

Tag: Salerno

Pedaggio sulla SA-AV? Una porcata!

2 Euro.
Tanto dovrebbe costare il pedaggio per l’utilizzo del raccordo autostradale Salerno – Avellino. Una delle porcate più deprecabili messe in atto negli ultimi tempi. Cercherò di spiegarmi con pacatezza (se riesco a mantenerla, la pacatezza).

Cominciamo con un dubbio: la Salerno – Avellino è un’autostrada?
Stando alla classificazione ufficiale, no. Sebbene siano posti cartelli che indicano l’inizio e la fine autostrada, la Salerno – Avellino è classificata nella rete stradale a viabilità ordinaria di interesse nazionale (D. Lgs. 461 del 29/10/1999).

Quanto inciderà sulle famiglie?
Scrivo di ciò che conosco, ossia quanto inciderà sulla mia famiglia. Mia moglie percorre la Salerno-Avellino minimo 10 volte a settimana, io di più. Mi mantengo stretto. 20 Euro a settimana mia moglie, 20 Euro a settimana (minimo) per quanto mi riguarda. 40 Euro a settimana. 2.000 Euro all’anno. Alla faccia delle palle sbandierate ai quattro venti sul taglio delle tasse.

Ma ne vale la pena?
La Salerno – Avellino, soprattutto nel tratto Fisciano – Salerno, è molto trafficata e rappresenta una valvola di sfogo indispensabile per il traffico campano. Ma, di fatto, è un raccordo che non brilla certo per sicurezza.
In estate, il raccordo non riesce a smaltire l’enorme flusso di turisti. Essendo una via obbligata per chi arriva da Nord per andare in Calabria, Campania zona Sud, Basilicata e Sicilia, regolarmente allo svincolo con l’A3 Salerno – Reggio Calabria si formano code lunghissime.
In inverno, quando piove, sorpassare un TIR diventa un’impresa, a causa della visibilità scarsa causata da un asfalto pessimo e da carreggiate molto strette. Nel tratto fra Serino ed Avellino, si formano pozzanghere degne di una stradina di periferia. Pozzanghere che causano pericolosi sbandamenti anche soltanto a 50 orari. E, inoltre, capita spesso che le auto facciano schizzare  l’acqua delle pozzanghere dall’altro lato della carreggiata.
Chi percorre quel tratto sa bene cosa significa essere in fase di sorpasso (a 70/80 all’ora, di più non è umanamente possibile) e vedersi arrivare uno scroscio d’acqua improvviso, che proviene dall’altra carreggiata….
Questi i punti “critici”. Il resto del raccordo è su livelli mediocri, con corsie molto strette, avallamenti frequenti nell’asfalto e, da Mercato San Severino ad Avellino,  senza alcuna corsia di emergenza.

Perché il pedaggio?
È solo un modo per battere cassa senza utilizzare l’odiata e proibita parola “tassa”.
Fra l’altro, mi risulta che l’ANAS sia pagata con i soldi dei contribuenti e che la “manutenzione”  sia già pagata da noi tutti. Inventarsi il pedaggio è solo un modo per sfilare i soldi dalle nostre tasche senza dare niente in cambio. Siamo già il paese in cui il costo per la costruzione di un KM di autostrada (quelle vere, non quelle giocattolo come l’Avellino-Salerno) è incredibilmente
più alto rispetto agli altri paesi.
E allora: si riducano gli sprechi, le infiltrazioni mafiose nei cantieri autostradali e gli stipendi dei dirigenti. Si cerchino altrove i soldi, non sfilandoli dai nostri portafogli.

Le conseguenze.
Prevedo  che i tratti urbani fra Baronissi e Salerno, Lancusi e Mercato San Severino e Solofra e Montoro subiranno paralisi di traffico negli orari di punta. La viabilità ordinaria non è pronta a smaltire il traffico di chi, giustamente, non vuole pagare questo assurdo balzello.

Le responsabilità.
Non bisogna essere dei geni: il governo Berlusconi, questo Governo del “Fare” è il responsabile unico dell’introduzione del pedaggio sulla Salerno – Avellino (come su altre strade italiane).

E quindi?
E quindi questo provvedimento che introduce il pedaggio sulla Salerno – Avellino è per me una porcata bella e buona. Personalmente, parteciperò a tutte le forme legali di protesta per fermare questa porcheria che serve solo, lo ripeto fino alla nausea, a gravare ingiustamente sui conti familiari .

Open terrace.

cartello di un ristorante

Curioso e divertente, questo cartello posto all’ingresso di un Ristorante a Salerno…

La fotografia nelle dimensioni originali è sul mio spazio Flickr.

C’è aria di crisi?

Sabato 15 novembre 2008. Ore 22.00. Decidiamo di andare a mangiare una pizza in un quasi sempre affollatissimo locale del centro storico di Salerno. Senza aver prenotato.
Entriamo e chiediamo un tavolo per sei. “Prego, accomodatevi” è la risposta. Incredibile.
Alle 23.00, due tavoli da quattro posti, vicino a noi, sono vuoti. E resteranno tali per il resto della serata.
Non andavamo in quella pizzeria da un anno. Era dicembre 2007, faceva un gran freddo ma c’era una fila incredibile all’ingresso ed il locale, a mezzanotte, era ancora strapieno.
Sabato scorso, alle 23.40, era quasi vuoto. Un’unica spiegazione: crisi economica.

Achtung: mucca!

Cartello di attenzione alle mucche in transitoSe percorrete il raccordo autostradale Avellino – Salerno o l’autostrada A3 Salerno – Reggio Calabria, troverete numerosi cartelli che segnalano la presenza di mucche.

Non pensate ad uno scherzo. Non lo è.

Non pensate che siete su un’autostrada e che questi cartelli, nei paesi normali, si vedono solo per le strade di montagna o di campagna. Non ritenete fuori luogo questi cartelli solo perchè siete su strade veloci e trafficate.

Non chiedetevi: “Ma come fa una mucca ad entrare su un’autostrada?”, oppure “Ma che ci fa una mucca su un’autostrada?”

E se vi chiedete come mai e da quanto tempo ci sono questi cartelli, sappiate che ci sono dall’estate 2008.
Cioè da quando il mio caro amico Umberto ha centrato in pieno una mucca nel tratto da Pontecagnano a Salerno, la notte del 15 maggio 2008.

Riportando lesioni gravissime che lo hanno costretto a settimane in bilico fra la vita e la morte e che non gli consentono, ancora oggi 28 agosto, di uscire dal reparto di rianimazione dell’ospedale San Leonardo di Salerno.

Nave cargo e bagnanti.

Ho scattato questa foto ieri pomeriggio dal terrazzo di un noto ristorante di Vietri sul Mare (SA).
Una nave cargo sta entrando nel porto di Salerno. A pochi metri, numerosi bagnanti si trastullano nel mare.
Dietro la spiaggia, una parte dell’area portuale.
[image:84:l]